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la mia vita è una merda quasi quanto la vostra. ma almeno so raccontarla in maniera tale che sembri migliore della vostra.

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martedì, novembre 10, 2009


LA GRATITUDINE (ovverosia, parole chiave della settimana)

 

 

 

 

categoria NON PORNO

 

era la più grassa puttana che mai avessi+il senso di sgalambro. beh, non credo che avesse un senso particolare. è solo il verso di una canzone, a mio parere neanche tanto criptico.

d3loo's msn block checker vista. no beh, chiaro.

definiamo quindi neo sensibilismo. il nostro modo….

canzone che carolina ascolta le cuffie quando vede massy amore 14. dà soddisfazione, dopo cinque anni di blog, sapere che qualcuno finisce qui cercando cose relative al film amore 14…

cerco titolo canzone spot mentadent 2009. la troverei di sicuro…

baguette e omelette milano. chiaro, magari, invertendo i nomi…

amaro braulio compilation cd. se c’è un cd, lo voglio…

arimayo tageneshi. oramai è entrato nel mito…

foto di ragazze vestite da nico robin one pis. eh?!?!

rapporto decimetro metro. domande difficili eh…

perche schiacciando il freno si accendono le luci ant? perché ti sei seduto all’indietro, coglione.

la colazione tipica ke fanno i portoghesi. guarda, verosimilmente sarà qualcosa fatto alla griglia…

morto decomposto. allegria…

piccione crocifisso. per chi volesse approfondire, qui…

ricollocare le colonne di excel in altro foglio. cose difficili…

www. youtubebarletta . it. sito del mese…

treno brescia paris bercy. già entrato nel mito…

 

 

 

 

categoria PORNO

 

 

è sempre lui, o questa pratica è di moda!?

 

autopompini video.

video autopompini.

autopompini.

trans autopompino.

video porno autopompini. non porno, sarebbero difficili. a meno che non siano pompini mentali. in quel caso, allora l’autopompino sarebbe anche più facile, credo…

autopompino di trans video gratis.

autopompino di un trans.

autopompino porno.

autopompino video gratis.

come fare autopompino.

 

 

la meglio gioventù

 

foto 16enni nude.

15enni pompinare.

16enni nculate. questo è di napoli..

16enni troie ke fanno pompini.

16enninude.

17enni arrapate di cazzo. arrapate di cazzo è geniale..

17enni in calore tube porno.

17enni scopate.

17enni troie.

16enni nude pictures. è arrivato il poliglotta..

diciottene pompinare.

porno foto di ciotenni pompini. il genio! di ciottenni.

 

 

la meglio gioventù (ma anche no)

 

grasse vecchi che scopano.

nonne che chiavano i nonni tube. non fa una piega…ognuno vada con quelli della sua età…

nonne-zoccole-ciccione. -puzzone-allegria.

pensionate troie nude. quando la pensione non basta per arrivare a fine mese

scopare nel culo di una vecchia. più stato in luogo di questo non ce n’è. come far sentire importante una donna..

scopata con vecchia settantenne in figa. anche questa….

vecchie zoccole pompinare.

video porno nonni in pensioni gratis. ma i video sono gratis, o i nonni sono andati in pensione gratis!?

scopata con vecchia settantenne. anche perché, settantenne giovane, è difficile..

foto di nonne con il culo e la fica di fuori.

pornotube nonne che scopano.

 

 

cose belle su cui fantasticare

 

figa mestruata.

fighe che pisciano. mi chiedevo, fighe nel senso di belle donne, o fighe in senso stretto!?

bambine porno cge pisciani e cagano. provate voi a digitare con due dita mentre ansimate.

pisciate in culo. belle cose…

troie che pisciano e cagano.

donne che si fanno cagare addosso video. ecco, sto video, vedete di non passarmelo.

donne pisciano è cagano nelle mutande. è verbo…

fighe che pisciano gratis. no beh, ora facciamole pagare…

mestruate lesbiche cacate. per la serie, le lesbiche lo fanno in maniera diversa…

pisciate a culo. no, a cazzo di cane…

video figa mentre defeca. il mio sogno..

video figa mestruata.

video porno signore che cacano.

foto donne nude italiane con figa in mestruazioni. “con figa in mestruazioni”…l’ho già detto, “genio” !?

video gratis hard e transex con pisciate e cagate.

 

 

quando mi sento solo, mi attacco alla bottiglia

 

video porno gratis scopata con bottiglia. il vecchio dilemma: a cosa è servita la bottiglia!?

fighe che si infilano una bottiglia. nella borsa!?

donne che si'infilano nella fica bottiglie. ecco, in sto caso mi sa non nella borsa…

donne che scopano bottiglie.

foto di donne con la bottiglia nella figa. connessione lenta, quindi ci si accontenta delle foto…

troie con bottiglia nella figa video gratis. connessione veloce…

 

 

in

 

belle fighe in chiavenna.

videoscopate in campagna.

 

 

a

 

pompini a camionisti video gratis.

pompini a pony.

pompini a turate.

pompino a monza.

scopare a saronno.

ragazza a torino fa pompini.  

donne a fica nuda a pelo rosso. doppio…

 

 

il plurale di video

 

videi donne che si pisciano a dosso.

 

 

in calore

 

cagne in calore video gratis.

porno--la--professoresa--in--calore. il doppio trattino è un colpo di classe..

 

 

l’incontentabile…

 

canalis pompino in ascensore vers.integrale. la versione integrale vuole, sto qui…

 

 

…e quello fine

 

la canalis con il cazzo in bocca.

la canalis lo prende nella fica.

 

 

cane canalis canale

 

canalis con la fica da fuori.

canalis culo gratis.

canalis figa depilata.

cane chiavatore. la leggenda del cane chiavatore…

cane scopa troie.

elisabetta canalis che si tocca la fica.

elisabetta canalis con la fica aperta.

elisabetta canalis con la figa nuda.

la fregna di elisabeta canalis.

la vagina della canalisnuda.

troia scopa con cane pastore.

trova video da vedere cane che scopa donna.

 

 

inserzioni

 

donne che si infilano di tutto nella fica.

donne porche che si infilano di tutto nella fica e in culo.

foto di ragazza con il braccio nella figa.

foto gratis di troie che si infilano la mano nella fica.

lesbiche che si infilano la lingua nel culo.

piede nella fica.

un braccio nella figa video gratis.

tutto il piede nella fica. TUTTO.

 

 

lesbians do it different

 

lesbiche nude piscianti.

 

 

l’ignoranza è una brutta bestia

 

senza mutande in discoteca vidio gratis.

super ponpinare.

toie como.

u tube tettone fighe pelos. sembra “fuori la vosc…”, ma questa non la capirà nessuno o quasi..

big tits svizere. è arrivato il poliglotta parte II…

 

 

in carne

 

cicciona che scopa.

cicciona in calore porno tube.

cicciona scopa con cane.

you tube grasse troie.

youtube donne grasse troie.

youtube troie grassottelle.

 

 

avanti c’è posto.

 

belle fighe spaccate.

video di culi molto spanati. mooolto…

video gratis di culi di olandese allargati. ma perché proprio di olandese, mi chiedo…

 

 

la gratitudine

 

gratis scopate sulle strada.

video gratisdonne guardano cazzi. si accontenta di vederle guardare…

 

 

il meglio della settimana

 

video pompini impossibili. impossibili, in che senso!? posizioni strane, piselli impossibili, o uomini impossibili?!

video porno della barrista marilena del bar la stazione. ahahah….la barrista….

video porno gratis ragazze 10 11 12 13 14 anni che si fanno scopare. dieci undici dodici tredici quattordici…ne va bene una qualsiasi, o tutte insieme!?!?

video si gratta la figa. no comment, la perversione ai massimi livelli..

fari allo xilitolo. sei un fottuto genio….allo xilitolo…i fari sbiancanti.

 

 

 

il meglio del meglio della settimana (aka, la gratitudine parte II)

 

dove posso trovare un po di figa gratis. piccolo, povero lui….ma te la trovo io, ma scrivi, ma chiamami, cerco di fare qualcosa, caso mai ti pago una escort, e poi faccio finta che sia innamorata di  te, tipo berlusconi.

postato da: boll alle ore novembre 10, 2009 11:56 | link | commenti
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lunedì, novembre 09, 2009

VIVA LA TECNOLOGIA (ovverosia SE SEI “FUORI” PASSA IL VOLANTE)

 

io sono un grande amante, della tecnologia. non parlo delle cose astruse, di quelle legate ad una certa elite, al “nerdismo”, ad una serie di applicazioni ancora sconosciute ai più, e che magari permettono di fare cose incredibili.

parlo della tecnologia di massa. parlo di quanto dia soddisfazioni il poter collegarsi ad internet con un portatile e utilizzando un wireless gratuito, e magari approfittarne per guardare una partita che sulla tv viene data solo a pagamento. parlo delle mille funzioni più o meno inutili, ma sicuramente molto appetibili, dell’iphone, tipo riuscire a recuperare e localizzare dove è stata parcheggiata la macchina la sera prima (questa, seppur una stronzata, mi ha colpito molto, avendo avuto più volte la necessità di ritrovare l’auto perduta). parlo del conoscere in anticipo e con una discreta precisione che tempo farà in quella determinata località quel giorno. parlo della possibilità di effettuare pagamenti a chiunque, in pochissimo tempo, ed in maniera abbastanza sicura. parlo del poter viaggiare ad una velocità incredibile (senza muovere il culo oltre i due metri da terra, questo lo aggiungo io).

la cosa che più mi dà fastidio, è quando la tecnologia, anche quella base, viene utilizzata di merda. una cosa che odio, ad esempio, sono i pannelli elettronici, in autostrada e in superstrada. mi aspetterei che, nel 2009, possano essere aggiornati in pochissimo tempo, spazio di minuti, per fornire un servizio utile agli automobilisti.

ogni volta che vado al lavoro in macchina, all’altezza di cormano, poco prima di fare i miei pochissimi chilometri di autostrada giornalieri, leggo sempre la stessa cosa: per brescia, coda uscita sesto san giovanni. sempre. che ci siano due chilometri di coda, o che non esista, il cartello c’è, sempre e comunque. va bene che la mattina la situazione è variabile, però siamo nel 2009, non è possibile che mettano un cartello attivo alle sette di mattina, e non lo cambino fino alle dieci, anche perché io, se sapessi che quei cartelli sono reali, e con informazioni modificate in tempo reale, potrei scegliere, in caso di coda, di compiere un altro tragitto.

un altro cartello che non sopporto è: PER INFO IN TEMPO REALE SU TRAFFICO, WWW . AUTOSTRADE . IT . ora, ok che siamo nell’era dell’iphone (provate, però, a mandare anche solo un sms, con l’iphone, mentre state guidando), ma a me non me ne fotte un cazzo che sul vostro sito ci siano le info in tempo reale. Io in questo momento sono al chilometro 35 della bergamo milano, e voglio sapere se tra dieci chilometri dovrò farmi l’autostrada a passo d’uomo, o se invece, per puro miracolo, non c’è traffico. il problema è che queste frasi, degenerano sempre più: ieri mattina, in preda a fastidio incontrollabile verso i miei genitori, mi son svegliato, e ho deciso, dopo pochissimo, di andare a milano. ero in superstrada e, ad un certo punto, il solito cartello elettronico: PERSONALIZZA LA TUA NOTA SPESE SU WWW . TELEPASS . IT . non ho avuto neanche il tempo di rimuginare un po’ su sta frase, che girata la curva ho dovuto piantare una frenata della madonna, perché c’era una coda di due chilometri, dato che la superstrada, dopo poco, era chiusa, e tutto il traffico convogliato sull’uscita di cormano. ora, io dico, ma porco dio (quando ci vuole…), da qui a due chilometri c’è la superstrada chiusa, con relativo incolonnamento epocale (ma che cazzo ci fa la gente a mezzogiorno e mezzo della domenica in superstrada?!), e tu mi parli di personalizzare la propria nota spese sul sito del telepass?!?! ma siete imbecilli!??! ma non lo sapevate che c’era la superstrada chiusa, l’han chiusa tre minuti fa?

poi vabbè, a ciò, vanno aggiunti le scritte sociali, nelle quali non sempre c’entra l’anas, ma che vengono scelte dai consigli comunali con la convinzione che possano avere un effetto benevolo sugli incidenti stradali. ad esempio io leggo sempre, a milano, “SE SEI ‘FUORI’ PASSA IL VOLANTE AD UN AMICO”; il classico cartello che lo leggi e:

a)      se sei praticamente sobrio, pensi “ma dimmi te sti imbecilli, credono sul serio che cartelli così servano a qualcosa?! mettete i taxi a metà prezzo, e poi vediamo se la gente prende ancora l’auto.

b)      se sei ubriaco, nemmeno lo vedi, il cartello, lo bruci in un’accelerata.

c)       se sei ubriaco, e vedi il cartello, ti distrai quel secondo di troppo a mettere insieme le parole, e magari fai danni.

d)      se non sei in auto da solo, ed il tizio di fianco è messo peggio di te, pensi “bel consiglio di merda, passare il volante ad uno in coma etilico”.

e)      se hai preso un fungo, cerchi in senso letterale di staccare il volante, e passarlo all’amico.

f)        se sei il sottoscritto, pensi “merda, io odio sti cazzo di cartelli”, appena metto in piedi un discorso sensato, ci faccio su un post.

postato da: boll alle ore novembre 09, 2009 16:02 | link | commenti (2)
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venerdì, novembre 06, 2009

ieri, su msn, una persona mi ricordava una cosa che mi era successa anni fa, e di cui avevo raccontato, ovviamente, sul blog. l'avevo completamente rimossa, e non so come ciò fosse possibile, data l'incredibile figura di merda pubblica che avessi fatto (forse, è proprio questo il motivo). sicuramente è uno di quegli episodi che, rileggendo, mi fan pensare "cazzo, so che è una stronzata da egocentrici che più egocentrici non si può, ma dovrei stampare un libro, con le storie più assurde raccolte qui in più di cinque anni...ecco, il post è questo. (ri)godetevelo. (lo trovate anche qui)

LE FIGURE DI MERDA (all around the world)

 

questa ve la racconto, perchè è stata geniale. ieri mattina, giovedì, dovevo andare a malpensa a prendere uno scrittore cinese, che oggi tra l’altro parlerà dal palco di parolario. il suo aereo doveva arrivare alle nove, da atlanta. da como, ovviamente, parto in ritardo, e tipo che, distruggendo quell’auto che mi han dato per la manifestazione, arrivo in malpensa alle nove e dieci. “poco male”, mi ero detto, anche perché un volo da atlanta non sarebbe mai stato in orario, e se anche fosse stato, lo scrittore in questione doveva passare la dogana e ritirare i bagagli (una persona che deve passare almeno una settimana in italia, dubito abbia soltanto un bagaglio a mano. lo scrittore in questione è un famoso giallista, di nome qui xiaolong (qiu è il cognome) (e si pronuncia ciù) (giusto per essere precisi). dopo aver parcheggiato la macchina come se fossi l’uomo che non teme le multe, mi precipito davanti agli arrivi A del terminal uno, con il mio bel cartello in mano, scritto al computer, con su “QIU XIAOLONG”, sveglio come può essere sveglio uno che la sera prima si è addormento alle due e che alla mattina si è svegliato alle 08.30 smadonnando e pensando che a quell’ora doveva già essere a metà autostrada. dopo dieci minuti in cui mi guardo in giro, e vedo poca gente, ricontrollo ai monitor e vedo che il volo da atlanta non solo era arrivato con 8 minuti di anticipo (08.52) (ma puttana di quella eva), ma inoltre i passeggeri stanno uscendo dagli arrivi B e non dagli A. prendo, e mi faccio in volata quei 200 metri di corridoio malpensa che separano gli arrivi A dagli arrivi B. agli arrivi B è pieno di persone: io mi piazzo lì a guardarmi in giro, con lo stesso cartello che avevo in precedenza. vedo un signore dai tratti asiatici che si guarda in giro: guarda verso di me, io guardo il mio cartello, come a dirgli “ahò, leggi qua, e sei tu, allora ce semo trovati (quando faccio sto tipo di lavori, mi scatta l’accento romano)”. lui prende, e va in direzione opposta. in effetti, non potevo certo pretendere che fosse proprio lui, il primo asiatico che vedo e che si guarda in giro..dopo dieci minuti che sono lì, e mi guardo in giro come un coglione, da dietro mi tocca la spalla una signora, sui sessant’anni, bionda, ed io non ho neanche il tempo di pensare “ma cosa vuoi da me, non vedi che sto cercando un tipo cinese!?” che lei, in inglese, mi dice “nel foglio che hai in mano, non c’è scritto niente”. sbianco, guardo il foglio, ed in effetti, dagli arrivi A agli arrivi B l’avevo girato: risultato, negli ultimi 10 minuti mostravo a chiunque un foglio bianco…ovviamente, trenta secondi dopo averlo girato, il povero cinese di prima lo guarda, sorride, e mi fa “I AM QIU XIAOLONG”. che poi, la cosa assurda non è tanto la figura di merda con lui, ma il fatto che per dieci minuti un sacco di persone mi han visto che mostravo un foglio bianco, e nessuna di loro ha detto niente, e quella che ancora più mi fa ghignare è pensare che moltissime persone che scendevano dall’aereo, in alcuni casi al loro primo contatto con l’italia, vedevano un coglione che guardava verso di loro, sorridente, con un foglio bianco in mano. quanto a me e al mio scrittore cinese, ovviamente, non c’è stata maniera migliore di rompere il ghiaccio che raccontandogli l’aneddoto, e spiegandogli in inglese che come orario era un po’ troppo presto, le nove di mattina, per me…
postato da: boll alle ore novembre 06, 2009 14:34 | link | commenti
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giovedì, novembre 05, 2009

CI SONO UNA PADOVANA, UNA SPAGNOLA, E…

 

dopo averne parlato per un po’, nei mesi scorsidella ricerca di una coinquilina, non ho più affrontato l’argomento. alla fine (ma proprio alla fine nel senso di “last minute”) abbiamo trovato queste due ragazze, una spagnola, ed una padovana, e abbiamo preso loro. in questo mese di convivenza, si sono creati una serie di stereotipi: io e tosh siamo sempre, fissi, davanti al computer, in cucina, che non ci parliamo tra di noi, e loro, entrambe, parlano una lingua pressoché incomprensibile. l’altro giorno, ci pensavo su, ed immaginavo questo dialogo, più vero che verosimile:

 

 

casa mia, sala da pranzo, tardo pomeriggio, buio fuori, rumori di tastiere di computer, luce degli schermi che altera la luce del lampadario. due persone sedute al tavolo, ognuna di fronte al proprio portatile, me e tosh.

 

(senza mai staccare gli occhi dal monitor)

 

me: “tosh, hai visto sto video?”

tosh: “no, quale!?”

me:” te lo mando…“

tosh: “manda manda.. “

me:” …… “

tosh: “…. “

me:” …… “

tosh: “ma hai letto quell’articolo su quella cosa assurda successa ieri? “

me:” quale?“

tosh: “ quella nel sito del corriere..“

me:” ah ok, sì, l’ho letta stamattina..“

tosh: “ ok …“

me:” ….“

tosh: “…. “

 

 

rumore di chiavi nella serratura di casa, e pochi secondi dopo una delle coinquiline entra in cucina (me e tosh senza staccare gli occhi dal monitor):

 

(me e tosh senza staccare gli occhi dal monitor)

 

conquilina: “ciao ragazzi!!”

me:” ciao “

tosh: “ciao “

coinquilina: “come state!?”

tosh: “…. “

me:” ….“

tosh: “bene.“

me:”come lui“

conquilina: “vabbè, vado di là!!”

tosh: “…. “

me:” ….“

 

 

dopo cinque minuti

 

(me e tosh senza staccare gli occhi dal monitor)

 

me:”chi era?”

tosh: “chi era chi? dove? il video di prima!?”

me:”no, prima, ci hanno salutato….”

tosh: “ahhh”

me:”chi era delle due!?”

tosh: “non lo so, non ho guardato chi fosse, stavo facendo una cosa…“

me:” ….“

tosh: “…. “

me:”neanche io“

tosh: “…. “

me:” ….“

tosh: “però, mi sembrava che non parlasse bene italiano….“

me:” ….“

tosh: “…. “

me:”tosh, nessuna delle due, parla italiano, quindi potrebbero essere entrambe..“

tosh: “in effetti…“

me:”già.“

tosh: “vabbè….hai visto che hanno aggiornato spinoza?!”

me: “sì, ci sono entrato prima, ma la metà di quelle le pubblicano su twitter nei giorni precedenti….”

tosh: “ok..”

me: “…..”

tosh: “…..”

 

(ad libitum)

postato da: boll alle ore novembre 05, 2009 15:39 | link | commenti (6)
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mercoledì, novembre 04, 2009

QUESTA ROBA NON E’ GELATO [cit.]

 

 

ieri mattina, dopo una giornata di crampi allo stomaco che mi aveva costretto a lavorare da casa, sono tornato al mio luogo di lavoro, e la sensazione è che tutti i problemi si fossero congelati nella giornata precedente, per esplodere al mio ritorno, al martedì: già alle dieci di mattina mi avevano parlato di quattro cose diverse, di cui non ero assolutamente a conoscenza, e che prevedevano risposte rapide, e soprattutto corrette.

ad un certo punto ero lì, stravaccato sulla mia sedia, tipo caccamo ai tempi di mai dire gol, o anche tipo me il giorno della mia laurea (allegherei reperto fotografico, ma anche no), e sento all’improvviso un brutto odore: mi concentro, e mi rendo conto che mi puzzano i piedi. la differenza, rispetto ad un normale odore di piedi, è che sento un leggero retrogusto (occhio che qui si parla di cose da intenditori) di taleggio. cerco di concentrarmi su altro, ma continuo a sentirlo, e non riesco a non pensare una serie di cose: penso che per fortuna, mia e del mio collega, che quest’ultimo oggi lavora dalla sede di cernusco SN, e così lui non deve sopportare questo fetore, ed io non devo imbarazzarmi. penso che sì, anche se non dovrei spendere soldi in questo modo, sia giunta l’ora di comprarsi un altro paio di camper, in maniera tale da fare una rotazione (o un turn-over, che fa molta più scena) più massiccia delle mie scarpe da lavoro. inizio a pensare a ciò che mi ha detto un mio amico, e che mi ha confermato pochi giorni fa un altro, e cioè che bisogna essere proprio degli imbecilli per mettere un paio di camper con un completo, e al fatto che con un completo ci vorrebbero un paio di scarpe con la punta e col tacco, scarpe che io, come direbbe mughini, aborro. penso, infine, che se nuove camper devono essere (e saranno), allora che vadano comprate a londra, dove ho visto, uno dei pochi esempi al mondo, che c’è un risparmio reale su questa marca (scarpe che qui costano 135, lì si trovano a 95/100 sterline). tutti questi pensieri, mi attraversano la mente facendo a pugni, e perdendo ovviamente, con questo tanfo simil-taleggio, formaggio tra l’altro del quale sono ghiotto (fabione potrà confermare). o perlomeno, del quale ERO ghiotto.

quando, dopo dieci minuti, il tanfo diventa insostenibile,decido di tastare con naso: vado in bagno, poggio un piede sul termosifone, mi tolgo la scarpa destra, la annuso, e non sento particolari odori. chiaro, profumo di violette non è, ma nemmeno odore di taleggio vomitato da uno schifo d’uomo. mi rimetto la scarpa destra, poggio la sinistra, e faccio le stesse mosse: slaccio, tolgo dal piede, ed annuso: eccola, la puzza di taleggio. ci metto due o tre secondi, in cui mi chiedo come cazzo sia possibile che il piede sinistro puzzi dieci volte tanto quello destro, penso anche al mancinismo nei piedi, poi dopo questi due secondi, vedo la traccia marrone lasciata sul termosifone: avevo semplicemente calpestato una bella merda, tra l’altro una delle più puzzolenti con cui avessi mai avuto a che fare.

di culo, nella sfiga, mi va bene: grazie al mio proverbiale disordine, in auto avevo un altro paio di camper: prendo un rotolone di scottex (fanculo la preservazione degli alberi!), una bottiglia d’acqua (fanculo i popoli che muoiono di fame!), vado in macchina, e fuori dalla portiera, cerco di salvare il salvabile. provo a concentrarmi su altro, sulle foto del calendario di  kelly andrews, sul fatto che finalmente ho vinto la mia seconda partita al fantacalcio, e son passato da ultimo a penultimo, sulla trasferta di due giorni di settimana prossima, ma non riesco a sentire altro che quella proverbiale puzza di merda, e prometto a me stesso che non mangerò più taleggio per almeno un anno.

seduto al posto passeggero, cerco di eliminare il grosso con acqua e tre quintali di scottex, cercando di resistere ai conati di vomito. ad accompagnarmi, una raffica di bestemmie, verso di me, verso l’animale che ha potuto produrre un simile scempio, e verso le camper, che hanno la suola della scarpa più arzigogolata e piena di anfratti al mondo; una signora, non so se per caso, o attirata dalle bestemmie, si affaccia, da un balcone del condominio che confina con il mio ufficio, ed io, dopo che la scorgo, abbasso un po’ il tono di voce, ed inizio a pensare “maledetta troia, lo so che sei tu che hai dato da mangiare quintalate di taleggio a questo cazzo di gatto che ha fatto questo scempio, che tu possa morire”. il mio capo, infatti, sostiene che questa merda, a giudicare dall’odore, e considerando gli animali che ci sono nei giardini attorno allo stabilimento, altro non può essere che puzzolentissima merda di gatto, probabilmente a tanto così dal morire per problemi di intestino.

ovviamente, siccome non c’è limite alla sfiga, ed io, prima di accorgermi che quel tanfo non fosse tutto merito (li avevo sopravvalutati, evidentemente) dei miei piedi, avevo fatto passare una buona mezz’oretta in ufficio con quelle scarpe, col risultato che avevo lasciato tracce di quello schifo pure sulle rotelle, su cui poggio i piedi, della mia poltrona.

che fosse dovuto a quello, o più semplicemente al fatto che avessi convissuto con quel maledetto odore per troppi minuti, fatto sta che, nonostante il cambio delle scarpe, nonostante il cambio della sedia, nonostante una spruzzata consistente (fanculo il buco dell’ozono!) di deodorante per ambienti, nonostante le finestre aperte al tre di novembre, c’erano due cose che non si levavano dalla mia testa: una era ovviamente il tanfo di taleggio andato a male, l’altra era la canzone di bugo, quella che fa “ho messo un piede sulla merda” (e che ancora adesso, a quasi un giorno di distanza, sto canticchiando in testa).

a tutta questa storia pensavo ieri sera, perché mentre ero alla mia prima lezione base di avvicinamento al vino (la chiamano così), il professore fuori di testa ci faceva una testa così sull’importanza di sentire gli odori, di saperli riconoscere, di allenarsi cercandoli nella vita di tutti i giorni, gli odori. per farci allenare, prima della degustazione (quattro vini ed un piatto di assaggini di una bontà unica) (sarà che erano le dieci di sera a stomaco vuoto), il professore ci ha fatto passare cinque boccette di essenze, dicendo che dovevamo annusare e sentire cosa ci ricordavano. ecco, in quei momenti, mi canticchiavo “piede sulla merda”, e pregavo che una di quelle essenze non fosse qualcosa di anche lontanamente simile al taleggio, perché lo sbocco trattenuto alla grande per tutti questi giorni avrebbe avuto la meglio su di me.

quando poi, facendoci sentire il profumo di un cabernet sauvignon, ci faceva notare che, tra gli odori, saremmo dovuti riuscire a sentire, tra gli altri, odore di sedano, di peperone, ed anche un po’ di urina di gatto, ho pensato “non so se l’urina di gatto possa sapere di cabernet sauvignon, sicuramente la merda di gatto è quanto di più schifoso io abbia mai dovuto affrontare.

 

ecco, se avessi avuto twitter, al lavoro, e non mi fosse stato bloccato, non avrei scritto un post inutile tipo questo, ma avrei pubblicato su twitter una serie di inutili quanto memorabili sentenze. del tipo: “mi puzzano i piedi di taleggio, forse è ora di cambiare scarpe”, “cristo non è che mi puzzavano i piedi, è che ho calpestato la merda più puzzolente che abbia mai sentito”, “sta cercando di salvare il salvabile della suola”, “vuole uccidere tutti i gatti della zona”. anche questo è un mirabile esempio delle esasperanti conseguenze a cui porta il blocco di siti al lavoro.

 

bugo – piede sulla merda (mp3)

postato da: boll alle ore novembre 04, 2009 10:30 | link | commenti (12)
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martedì, novembre 03, 2009

LE PAROLE CHIAVE DELLA SETTIMANA

 

 

CATEGORIA NON PORNO

 

"diventare cheerleader". come essere avanti coi tempi, e guardare oltreoceano…qui ancora pensano a come diventare veline..

albavilla paese merda. ahahah…questa è grossa…un po’ di gente, si rivolterà…

alessandra rucco emigranti bianconeri. ma cosa sono gli emigranti bianconeri?!

amsa cartone della pizza. beh, se vi dicono di lasciarli in un cassonetto (vedi questo post), potete anche lasciarli per terra.

dov'è finito il mio pacco iNglese mandato con royal mail international signed for???? il mio, con il biglietto dei radiohead, era finito in IVORY COAST (vedi qui)

codoni gazzose. eh !?

scurengia o scureggia. dubbi amletici. Il mio consiglio personale è che, in ambo i casi, non si sbaglia mai.

marcilo agro e il duo maravilha sono uscite le materie. da avere.

trio fund 3 mediolanum in che cosa investe. in escort. non le macchine.

willi dorner biografia. alcune foto, qui.

uomo doccia travestimento. uno, ce l’ho presente, l’ho visto recentemente ad una festa.

baricentro mr brace. gran canzone, gran gruppo.

 

 

CATEGORIA PORNO

 

 

location

 

troie a chiavenna.

troie a como.

troie barletta.

troie catanesi.

troie da scopare subito a saronno. ho detto SUBITO!.

troie opitergine. ahiahiahi.

troie polacche.

"ragazza che ci sta" rovigo. “ragazza che ci sta”. qui siamo proprio alla frutta…non ci sono richieste particolari, né pompini né anal. basta che ci stia. in generale.

ponpini in cina. magari, se lo scrivi giusto…

pompini a monza.

 

 

trash

 

"maria giovanna elmi nuda". tra virgolette, sia mai che ne venga fuori un’altra con nome simile.

tiziano doppietti. nudo. lo aggiungo io.

vecchia cicciona porno inculata sul divano. tutte lei, le ha.

 

 

razzismo, o particolare perversione!?

 

donne che parlano italiano porche che si fanno scopare. ma perché devono parlare italiano!? se no non ti ecciti?!

napoletana scopata nel culo. come fanno a essere napoletane!? fanno la pizza nel frattempo?! ti rubano il portafogli?! invocano san gennaro!?

pompinare napoletane.

videoporno con napoletane.

 

 

mostro

 

dove posso trovare un video di donne che mentre scopano fanno la cacca?forum. questo genio vuole il forum, per avere più informazioni possibili.

 

 

do it yourself

 

autopompini.

autopompino.

filmino autopompino.

 

 

la gratitudine

 

videoporno gratis vecchi anziani con giovani. che differenza c’è tra vecchi e vecchi anziani?! sSono i vecchi quelli veramente vecchi!?

donne che pisciano e cagano video gratis. L’italiano, questa simpatica lingua. bideo va con gratis, o con cagano?! cioè, queste donne, cagano, o cagano video!?

gratisdonne a gambe larghe.

video gratis di lesbiche che pisciano. il solito vecchio dilemma. come pisciano le lesbiche. cosa contraddistingue la loro urina, il loro modo di pisciare?!

video gratis sessantenne donne che scopano. la concordanza, non esiste.

video porno gratis di ragazzine grasse violentate e pisciate. E PISCIATE. no comment.

 

 

l’esagerazione

 

video gratis signorine super pompinare. SUPER.

video gratis superporno. SUPER. e due.

ragazzine tredicenne venezuelane molto pompinare. MOLTO. (per non contare l’errore nel singolare, e la specifica richiesta riguardo la provenienza).

foto di ragazzine tredicenne molto pompinare. MOLTO. e due. (ovviamente, dal fatto che sia tredicenne, e che ci sia l’errore col singolare, è ovviamente la stessa persona).

michelle hunziker mega scopata video. MEGA. (quando arriva ULTRA?!).

videoscopata di mia moglie con il mio migliore amico. MIGLIORE.  per la serie “vogliamoci male”.

youtube videoporno di donne nane scopate da cazzi enormi gratis. ENORMI. ci piace l’amore impossibile. donne piccole e cazzi enormi, per la serie “fammi male”.

video- pompini forti. FORTI. come sono i pompini forti?!? non lo voglio sapere.

 

 

il migliore amico della donna

 

porno tube ragazza che si fa scopare dal cavallo.

donne troie che fanno i pompini ai cavalli.

foto e filmati di belle lesbiche che fanno un pompino al loro cane. già vuoi una cosa tremenda. poi vuoi che siano lesbiche, e poi che siano belle. infine, non ti basta una delle due cose, vuoi sia foto che filmati. ti meriti di finire sul mio blog, veramente.

troia fa il pompino al pony.

troia fa il pompino al cane. la stessa persona di sopra. perché dice “il pompino”, non “pompino” o “un pompino”. questa è classe.

donne troie in discoteca fanno pompino a negro. è in questo gruppo solo per analogia di dimensioni col cavallo.

 

 

elisabetta fa cose strane.

 

elisabetta canalis mentra si rasa la figa. no, non sei pretenzioso.

elisabetta canalis nuda senza mutande e slip che mostra la vagina. si sa che lei, soprattutto in sto periodo, indossa doppie mutande, per difendersi dal freddo.

la canalis ciuccia i cazzi. pane al pane, vino al vino.

 

 

mentre digitavo è passata mia madre davanti al monitor

 

contatti msn di troiette che si fanno vedere la fica eche sono. giuro, la frase finisce così.

 

 

genialità

 

cazzi turchi gay. cCome si fa a capire che sono gay? e che sono turchi? un po’ come le lesbiche che pisciano.

come scopavano nel 1930. a pecora.

 

 

a scrivere con una mano non son buono

 

lesbiche ogetti nella figa. ogetti, al plurale.

melissa satta ard fica aperta.

pornotube video gratis donne che fano squirting menre sono inculate. squirting, però, è giusto. e questo è l’importante.

videoscopata all'impiedi. all’impiedi è geniale.

 

 

il web ne è pieno

 

www pornogratisolanda.com .

www.foto 16enninude.it .

www.porcone.it .

 

 

pulp

 

claudia peroni palpata.

palpatina di fica video. una roba soft, appena appena accennata. due carezzine, insomma.

video una bella palpata di culo. questa invece non è accennata. È bella.

 

 

fila

 

foto fica mestruata.

foto figa mestruata. C o G?

 

 

la brianza inside

 

la satta che scopa. la satta….

 

 

l’uso dei motori di ricerca.

 

ero mama porno http://rapidshare.com/files/ +rapidshare –torrent. più meno!?!?

 

 

perversioni 2009

 

donne che pisciano e cacano and video.

lesbiche che pisciano.

"donne al cesso che pisciano".

ragazze che si pisciano nei pantaloni. dai cazzo…

bambine in video tube che pisciano.

transex che pisciano e cagano. chiedi a marrazzo, è compreso nei 5000.

passere lesbiche che pisciano su porno tube. aridaje…

video cacate.

 

 

doppio stato in luogo

 

scopate in fica in autobus tra lesbiche.

 

 

possa morire

 

zenga "paola ferrari" pompino. possa morire subito, paola ferrari.

 

 

Il meglio della settimana

 

donne che urinano piu lontano. disciplina alle olimpiadi. SUBITO.

foto gratis di figa vecchia e bagnata. e per una delizia del genere, non vuoi neanche pagare!?!?

immagini sexy di ragazzine di 13 anni con sisette di fuori. ahhhh, le sisette.

you tube puttane di campagna che scopano. ecco, le puttane di campagna. come sono, le puttane di campagna?! si differenziano solo per l’abbigliamento, o anche per i modi?! sono più rustiche!?

postato da: boll alle ore novembre 03, 2009 12:10 | link | commenti (10)
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lunedì, novembre 02, 2009

IL FREDDO DELLA VAL D’AOSTA, ED I CORSI FINANZIATI DALLA REGIONE

 

dabato, ho rivisto dario. dario, l’ho conosciuto qualche mese fa. ero uscito a bere una birra con degli amici, e questo mio amico dell’università si era presentato con un’altra persona. “lui è un mio amico, si chiama dario”. con lui, questo ragazzotto, occhiali, modi affabili, parlantina ben sviluppata. a capire che fosse completamente fuori di testa, ci ho messo una mezz’oretta abbondante.

probabilmente il mio amico gli aveva parlato di me, perché quando mi hai visto, mi ha detto “ohhhhh, finalmente un sappista…lo sai che sono un grandissimo appassionato di SAP?!”. ora, io, su sap, ci lavoro. ho iniziato per caso, anni fa, perché mi chiamarono per uno stage, per lavorare su sap, e da quel momento, per motivi lavorativi, non ho mai smesso. ma professarsi appassionati di sap, come dire, è un’espressione quanto meno ardita: per farsi un esempio, è come se, ragionando dal punto di vista tecnico, un chirurgo vi dicesse che è appassionato di bisturi, o è come se, dal punto di vista più “emotivo”, uno spazzino vi dicesse che è appassionato di rumenta.

prima ancora che potessi rispondergli, dario mi disse “mi parli un po’ di SAP?!”, che è una domanda, come dire, un po’ vaga, un po’ come se mi si chiedesse di parlare delle accuse di pedofilia alla chiesa cattolica. per chi non lo sapesse, sap, è diviso a moduli, relativi a determinate settori di un’azienda: il modulo vendite, quello finanziario, il modulo clienti, il magazzino, i cespiti, eccetera. chiedere di parlare di sap in generale, è una domanda un po’ fuori luogo, o che comunque non porterà mai ad una risposta concreta e degna di nota. risposta che, infatti, non arrivò.

se non altro, scoprii un po’ di cose su questo dario: era laureato, non in materie economiche, e nonostante avesse ben più di trent’anni, era ancora in cerca della prima occupazione; per questo motivo passava da un corso all’altro, e si era imbattuto, “innamorandosene”, in un corso base riguardante sap. Innamorandosene l’ho messo tra virgolette perché presumo sia veramente difficile innamorarsi di sap, e che quindi tale “amore” potrebbe essere stato influenzato dall’aver lanciato un occhio alle offerti di lavoro, ed aver visto che parecchie vertevano sulla conoscenza di questo programma.

dopo aver schivato alla grande la domanda su SAP, iniziai ad osservare attentamente questo personaggio, e notai una serie di comportamenti incredibili: parlava con un paio di persone, di argomenti a caso, di cui palesemente non ne sapeva niente e, un attimo dopo, lo vidi passeggiare in tondo, attorno a queste due persone, e rimuginare tra sé e sé, probabilmente perché qualcosa in quel dialogo non l’aveva convinto in pieno. proprio così, mi accorsi di questa cosa, chiamai carlo e gli dissi “carlo, ma lo vedi quello sballato!? continua a girare come se niente fosse attorno a quelle due persone, ed è lì che parla da solo, interrogandosi probabilmente sull’archè delle cose”. questa fu solo la più lampante, della serata: passo comunque più volte dal sottoscritto, chiedendo ulteriori consigli su sap, su dove lavoravo, su dove avevo lavorato, e su che moduli. ovviamente, gli sconsigliai la mia ex azienda, dicendogli che di società di consulenza peggiori era difficile trovarne, ma al tempo stesso iniziai a pensare che forse non sarebbe stata male, come vendetta, mandargli un personaggio simile (che sicuramente avrebbero assunto, vedendo con che modalità ed insieme a che gente mi avevano assunto anni prima).

ovviamente, la prima cosa che feci il giorno successivo fu chiamare il mio amico e dirgli “scusa, ma sto fenomeno da baraccone, da dove diavolo lo hai tirato fuori?! va bene che negli anni di università mi hai presentato personaggi assurdi, studentesse trentenni che ancora non si erano laureate e che scrivevano la tesi a mano, mezzi ciellini rifiutati da CL stessa, laureati che però si iscrivevano nuovamente all’università, dato che avevano una laurea in una materia che detestavano, ma dario li supera tutti, e non di poco”. e lì, il mio amico, oltre a raccontarmi particolari su come l’aveva conosciuto, e sul fatto che da quel momento gli si fosse attaccato tipo cozza, mi aveva detto che nel viaggio di ritorno, mentre accompagnavano un’amica a casa, ragazza che dario conosceva da un paio d’ore, questo fenomeno l’aveva ammorbata per mezz’ora parlandole, tra l’altro, delle cose su cui questa ragazza si era laureata, e sostenendo tutt’altre tesi, andando quasi ad insegnare, a lei, determinate teorie ed avvenimenti. probabilmente, era la sua tecnica di corteggiamento. sicuramente, se l’è giocata per sempre.

dicevo, dario, l’ho rivisto sabato. mentre parcheggiavo la bici, e vedevo questa figura che intratteneva due ragazze fuori dalla vineria, mi son detto “oh cazzo, c’è anche lo spanato”. l’ho riconosciuto subito, e non solo per il fatto che, nonostante il freddo (erano le dieci e mezza di sera di sabato) fosse fuori in camicia. a seguire il dialogo da lontano, si sarebbe detto che lui stava parlando di una qualsiasi cosa, tipo le feci del suo cane, o di windows 7, e che le due ragazze fossero impegnate nell’unica attività che potesse salvarle: fumare quella sigaretta il più velocemente possibile, in maniera tale da ritornare il più presto possibile all’interno del locale, e magari riuscire a liberarsene.

io, ovviamente, ho tirato dietro, evitandolo, e nel momento in cui, all’interno del locale, ho parlato con un altro mio amico, che aveva conosciuto dario anche lui nella mia stessa sera, e che mi ha raccontato che in quell’occasione, lavorando in un ufficio risorse umane, gli aveva dato il suo bigliettino da visita, dicendo di inviargli il suo cv, per vedere se c’era la possibilità di un colloquio; dario, quel cv, non l’ha mai inviato. in compenso, però, si è presentato, un giorno, direttamente nell’ufficio di questo mio amico, senza preavviso: sicuramente una modalità originale di candidatura spontanea ma che, a quanto so, non dovrebbe aver genearto i risultati attesi.

quando abbiamo deciso di cambiare locale, e ci siamo trovati fuori dalla vineria, più di una persona ha fatto notare a dario che doveva coprirsi, era in giro solo in camicia e cravatta, e a queste affermazioni lui ha risposto, più di una volta “macchè, non ho freddo, settimana scorsa ero in giro in val d’aosta, con zero gradi, e stavo da dio” (presumo, che fosse andato in val d’aosta perché qualcuno, nel tentativo di trovargli un lavoro, gli avesse dato un bigliettino da visita di una società con sede da quelle parti).

durante la sera, ho parlato con dario un paio di volte. quando ci siamo incrociati per la prima volta, mi ha detto “ohhhh, il mio sappista preferito”, mi ha spiegato quanto fosse dura trovare lavoro su sap, e mi ha raccontato che aveva fatto avere il suo cv (brevi manu!?!) nella mia ex società, ma che non l’avevano chiamato.

la seconda volta che ci ho parlato, eravamo fuori dal secondo locale, sui navigli, dove eravamo appena arrivati: non ricordo neanche di cosa parlavamo, forse dell’amico in comune (dato che era lui che festeggiava, e che dovevo ringraziare per avermi presentato questo personaggio così eccentrico), e ad un certo punto, ma all’improvviso, di punto in bianco, dario ha messo entrambe le mani sulla pancia e mi ha detto “oh cazzo, scusa, devo andare in bagno, mi sento male”. immaginate la scena, perché è stata in piena simbologia fantozziana: lui che parla tranquillamente con me, io che penso a quanto possano essere fulminati gli esseri umani, e lui che, all’improvviso cambia espressione, sente una fitta, porta entrambe le mani all’intestino, e senza neanche dissimulare la cosa, mi dice “cazzo, devo andare in bagno, mi sento male”, e senza neanche aspettare un mio cenno, una risposta, un qualcosa, mi dà le spalle e si fionda all’interno del locale, direzione cesso. io rimpiango solamente di non aver nessuno, di fianco a me, in quel momento, con cui condividere quel momento, e mentre finisco la birra penso a lui che fa lo sgargiante in camicia, e ai zero gradi della val d’aosta..

ecco, mi sarebbe piaciuto chiudere, la serata, con quella immagine; invece, lo show di dario, ha avuto un altro finale: ci stavamo spostando tutti, lungo il naviglio, verso porta ticinese, dove alcuni avevano la macchina ed io avevo la bici, e ad un certo punto il festeggiato ha detto una frase, ma una frase qualsiasi, che poteva essere “buona serata a tutti” piuttosto che “la birra è proprio buona”. dario sente sta frase, blocca tutti, sia fisicamente che i loro dialoghi, e dice “ecco, ecco. questa frase, in giapponese, si dice…….aspetta…..arimayo……aspetta eh….” (ed intanto chiude gli occhi, porta la mano alla fronte per cercare di ricordarsi) “...aspetta, che in questo momento non mi ricordo....ce l'ho qui..... arimayo tageneshi”. ma oramai ha sputtanato, e anche le persone che ha conosciuto quella sera hanno già capito la “particolarità” di dario, e già nei due secondi in cui chiude gli occhi per pensare alla seconda parola, hanno tutti ricominciato a camminare scuotendo la testa. ovviamente, non dovrei neanche precisarlo, ma nessuno stava parlando in quel momento, di giappone, dl lingue orientali, e di quant’altro minimamente ricollegabile con un’uscita così stralunata: molto più semplicemente, mi viene da pensare, in questi mesi si sarà imbattuto in un corso base di giapponese, per tenere occupato il tempo, e quindi ci teneva, per se stesso, a dimostrare che anche quel corso, oltre a quello di sap, aveva una sua utilità sociale.

postato da: boll alle ore novembre 02, 2009 11:46 | link | commenti (5)
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venerdì, ottobre 30, 2009

IT’S ALL ABOUT THE BENJAMINS

(ovverosia, LA SAMBUCA COI BUONI PASTO)

 

 

punto tutto su di me,vocali consonanti vendo in cambio voglio cash,formato caravaggio per zero Stress,sai ch'è success,si sta guidando un business”

 

“manca mone, da tempo cerco un modo ci sarà una soluzione, non basta l’impusteda di un guaglion, a gruff manca, e continua a mancar mone…”

 

(progetti diversi, ma sempre sandro, in arte dj gruff)

 

 

su chi siano i kings of convenience, non credo di doverci spendere tempo e parole, lo sanno un po’ tutti. Hanno all’attivo tre dischi, più uno di remix. l’ultimo uscito, che però è quello che conosco poco, mi convince meno degli altri; i primi due erano due ottimi dischi: niente di trascendentale, niente che cambierà la storia della musica, eppure qualcosa di, tra virgolette, unico, che si è riuscito ad elevare tra tanti. ed il disco con i loro pezzi remixati, versus (mentre ne parlo, ho voglia di riascoltarlo, e quindi lo scarico) (potete fare lo stesso a questo link) (la password è il nome del blog, completo di www e com).

comunque, quando qualche mese fa ho letto, per tempo, che di lì a poche ore sarebbero partite le vendite dei biglietti per il loro concerto al conservatorio a milano, mi son detto: prendiamone un po’…sicuramente io ne uso due, e gli altri o li vendo o li do ad amici.  quaranta euro e venticinque l’uno, più le spese di spedizione, in totale un 210 215 euri. terza fila, mi piaceva l’idea della terza fila, dato che le volte che son stato ad un concerto in conservatorio, non ero proprio davanti, ma in penultima e ultima fila, rispettivamente (damien rice e francuzzo battiato).

comunque, a pochi giorni dal concerto, ho scoperto una serie di cose:

- quello stesso giorno, giocava l’inter, a san siro, inter – palermo.

- ero riuscito a vendere un biglietto, quello in seconda fila, a 130 euro. avevo provato con questo prezzo, e avevo trovato una persona interessata.

- avevo messo in vendita gli altri due biglietti, a 130 euro.

- avevo difficoltà a trovare qualcuno con cui vedere il concerto: chi aveva da fare (tipo andare allo stadio), chi era a londra, chi non aveva 40 euro, chi non sapeva chi cazzo fossero i kings of convenience.

nel frattempo ero riuscito a trovare, a fatica, una persona che mi comprava gli altri due biglietti, a 130 euro l’uno, e quindi a 260 euro.

invece, una persona che venisse al concerto, proprio non la trovavo…trovavo, invece, persone che non volevano il singolo biglietto rimasto, quello che nessun mio amico voleva, ma che volevano due biglietti, in terza fila, e che l’avrebbero pagato, senza problemi, 130 euro l’uno.

ieri, l’ultimo giorno, mi son venuti i dubbi amletici. I miei soliti dubbi amletici, con mente da malato: da una parte avevo la possibilità di andare a vedere un concerto a cui tenevo molto, di un gruppo che mi piace molto, e per giunta con un posto (fila C, posto 35), esattamente di fronte al centro del palco; però ci sarei dovuto andare da solo, e vendere il biglietto di fianco a me, non so se a 130 o meno. dall’altra parte, potevo usare il mio abbonamento e andare allo stadio a vedere l’inter: avrei visto la partita in compagnia, mi sarei perso il concerto, ma avrei venduto gli altri due biglietti a 130 euro l’uno; facendo un po’ i calcoli, da quei cinque biglietti ci avrei ricavato 650 euro, che sottratti alle mie spese, si traduceva in circa 420 euro di guadagno, praticamente poco più del mio affitto di novembre.

la tentazione, era fortissima: avrei dovuto farmi una serie di sbattimenti per consegnare i biglietti, ma ce l’avrei potuta fare; indecisione ai massimi livelli, il mio abbonamento che non sapevo se fosse già stato ceduto o meno, il mio tentativo di provare a intrecciare gli orari ed i luoghi. l’indecisione su cosa fare: inter + soldi, o kings of convenience + meno soldi.

e poi com’è andata a finire? è andata a finire che appena sono entrato in curva, ho visto balotelli cadere a terra, rigore, c’era!! ed ho commentato il fatto che balotelli facesse lo stronzo per tirare il rigore, come se fossi lì da due ore prima del fischio d’inizio. ho visto un gran primo tempo, ho sofferto nel secondo, ed alla fine al cinque a tre si è festeggiato più che per l’uno a zero. ai kings of convenience, credetemi, non ci ho pensato proprio per niente. e poi, oltre ai soldi nel mio portafoglio, con cui mi pago l’affitto di novembre, c’è stata una scena, che le vale tutte: passa il tipo con il sacchetto pieno di sambuche, 3 euro l’una. Un furto, ma ne compro tre. ne passa un altro, mai visto prima, e chiedo a carlo “chiedi a quanto le fa, per me le fa a meno”. stesso prezzo, che carlo come sempre prova a trattare, col tipo irremovibile. dopo di che, vedo sta scena: carlo tira fuori dal portafoglio un buono pasto (tra l’altro di una marca sconosciuta e indefinita), e vedo che inizia a discutere col tipo. Io guardo elisa, e ci diciamo “no, non è possibile che sta pagando un ambulante con un sacchetto di sambuche in mano, con un buono pasto”. la discussione continua per qualche minuto, con carlo che tira fuori monete, poi le riprende, ridà le sambuche, poi il tizio glie le ridà, ed accetta le monete. a quel punto carlo si tira su, mi guarda con la faccia più tranquilla del mondo, io gli dico, sbalordito “beh!?!?” , e lui “ sto stronzo, faceva il pezzente per due monete: ho pagato con buono pasto da 5,17 euro, poi gli ho dato le monete, ma mancavano venti centesimi, e sto qui non voleva darmi le sambuche, ma ti pare!?”.

ecco, la conclusione, è che ho fatto bene, ad andare allo stadio, comunque sia stato il concerto.


postato da: boll alle ore ottobre 30, 2009 16:45 | link | commenti (1)
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giovedì, ottobre 29, 2009

DOMANDA a BRUCIAPELO

 

stasera c’è il concerto dei kings of convenience al conservatorio. e stasera c’è inter palermo, allo stadio. ho l’abbonamento dell’inter ed ho un biglietto per vedere i kings of convenience in terza fila.

voi cosa fareste considerando che allo stadio andrei in compagnia e al concerto da solo:

 

-          andreste al concerto dei kings of convenience con il vostro bel biglietto pagato 40 euro e 25 centesimi, rinunciando all’inter?

 

-          vendereste il biglietto per il concerto dei kings of convenience a 130 euro (ho già offerente) e ve ne andreste a vedere inter – palermo con un guadagno netto di poco meno di 90 euro?

 

ecco, voglio pareri. e avete un’ora e mezzo per dirmelo.

postato da: boll alle ore ottobre 29, 2009 15:40 | link | commenti (12)
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mercoledì, ottobre 28, 2009

SI’, VIAGGIARE (evitando, però, di decollare…)

 

(postilla prima del post, e quindi non dovrebbe essere una postilla. comunque, se son tornato ad essere logorroico, è l’effetto di non avere più, al lavoro,né msn né twitter (anche facebook, ma ne faccio molto volentieri a meno). se sia un bene o un male non lo so, giudicate voi. per intanto, sappiatelo, questo è il motivo).

 

una decina di giorni fa, son stato a londra. non ne ho parlato molto, ho messo un post (questo) su londra, su una particolare performance in cui mi ero imbattuto, ma non mi pare sia interessata molto a chi passa da queste parti, evidentemente la bellezza e la novità dell’evento non sono riuscito a trasportarla in parole.

a proposito di trasporto, però, ciò che ho trasportato, da milano a londra, è stato il mio culo, con tutto ciò che ci sta intorno. siccome, come molti sanno, non sono un grosso estimatore dei viaggi aerei (per chi leggesse il post appena sveglio, sì, è un eufemismo) (e no, devo ammetterlo per coerenza, il mio fastidio non è dovuto al fatto che l’aereo sia uno dei veicoli più inquinanti a questo mondo), ho deciso di fare una delle mie solite traversate bibliche, ed sono andato a londra in treno.

il tragitto era, tutto sommato, semplice (ne ho fatti di peggiori): milano centrale – paris bercy, paris bercy – paris gare du nord (in metrò), paris gare du nord – london st.pancras, per un total di poco meno di dodici ore, la maggior parte delle quali a dormire.

per ridurre i costi, non proprio economici, avevo prenotato con una decina di giorni in anticipo, e avevo trovato delle offerte tutto sommato accettabili.  alle 23.30, in una stazione centrale fredda, a dir poco multietnica, e semideserta, ho visto questi 30 vagoni di trenitalia old style, ahimè, e mi son detto “ok, ci siamo”.

il mio culo, tra l’altro, in questi anni, si è abituato a viaggi in treno molto comodi: quando vado a madrid per lavoro, il milano – barcellona lo faccio su di un treno strafigo, con la mia bella stanzetta singola, il lettone comodo, beauty e asciugamano a disposizione del cliente, colazione continentale compresa nel prezzo, mancherebbe solo la escort (o brenda, a seconda dei gusti). quindi, fare viaggi in cuccette da quattro, o da sei, mi pesa sempre un po’.

quando son salito sul vagone (ultimo vagone del treno, praticamente ero a metà viale monza) nel mio scompartimento c’era già un ragazzo, presumo dell’est, che dormiva nel suo “loculo”, ed una coppia, lui di brescia lei di cremona, appena arrivati. giovani, tranquilli, sto accento a metà tra il veneto e il bresciano che un po’ mi inquietava. fissavamo, speranzosi, a pochi minuti dalla partenza, la porta della carrozza, sperando che non arrivassero le due persone mancanti per riempire la cuccetta da sei. ed infatti pochi istanti, e compare una coppia di anziani, trafelati per la camminata con valigie lunga 18 vagoni, che parlano francese (ma che si scopriranno poco dopo essere italiani), e che ci comunicano di dover scendere a digione. faccio un po’ di calcoli mentali, penso che il treno dovrebbe arrivare a parigi alle 08.20, a quanto so digione non è nelle immediate vicinanze, e concludo che gli stronzi ci sveglieranno a metà notte. noi, nello scompartimento, cerchiamo di fare meno rumore possibile, per rispetto del tizio che dorme, che io comunque non vedo di buon occhio, e già me lo immagino intento a rubare la mia digitale e i miei quattro spicci. per magia, neanche mezz’ora dalla partenza, e compare il controllore/cuccettista: giacca rossa d’ordinanza, capello ingellato all’indietro, italiano. vede le luci spente, le accende, ed inizia a parlare ad alta voce: “cosa fate, già dormite?!?! mannò, massù, aspettate un attimo, devo ritirare documenti e biglietti, aspettate ad addormentarvi”. del fatto che il tizio, in teoria, stesse dormendo, non glie ne fregava molto, e non capiva che il nostro silenzio ed il nostro riguardo era dovuto a quello. continuando con la sua arroganza, canticchiava canzoni, faceva il bullo, il padrone del mondo, solo perché aveva una chiave che gli permetteva di aprire i cessi del vagone a suo piacimento. a detestarlo, come potete immaginare, ci ho messo un attimo. prepara e ritira i documenti, il tutto canticchiando e riadattando testi di canzoni italiane anni 80 simil umberto tozzi, dice ai due anziani che li sveglierà alle cinque di mattina, e mentalmente il mio cervello dice PD (e non si riferisce al partito), e oltre a tutto ciò fa commenti sprezzanti e da superiore circa il fatto che il ragazzo straniero, che non parla italiano e di cui non capisco la nazionalità (kosovo!? afghanistan?!), ha come documento di identificazione un foglietto, evidentemente segno di civiltà inferiore rispetto alla nostra bella cartà d’identità formato a4 e color vomito del gatto.

durante la notte, per lo più insonne causa difficoltà di movimenti (treno milano – barcellona, dove diavolo sei?!?!), vengo svegliato prima dal telefono dello straniero (che dio santo, ci mette 30 secondi a risvegliarsi ed altri 30 a trovare il telefono), e poi dalla discesa dei due anziani a digione, che incuranti del fatto che forse fossimo nel dormiveglia, prendono i loro trolley come se fossero nello scompartimento da soli, e per giunta urlano un paio di volte “buongiorno, arrivederci”, con l’accento di un italiano che vive da anni in francia, unico accento al mondo peggiore di quello francese.

ad un certo punto, si sente un po’ di trambusto, il treno è fermo da qualche decina di minuti, e puntualmente, compare una voce, che informa, in francese, e in un secondo momento in italiano, del fatto che il motore sia rotto, che bisogna scendere dal treno, e si dovrà salire su di tgv che arriverà a breve e ci porterà a parigi. guardo l’ora, vedo che sono le otto meno dieci, e presumo quindi che dovremmo essere nelle immediate vicinanze di parigi. poi guardo fuori dal finestrino, e la desolante campagna di prima mattina mi fa pensare che siamo ancora a fanculo (in seguito, scoprirò, ad un’ora e mezzo di tgv). mi rassegno all’idea che perderò il treno per londra (che avevo preso un’ora e mezza dopo proprio conoscendo trenitalia), e aspetto un solo momento: quello in cui comparirà il controllore che la sera prima faceva lo sgargiante.

arriva al nostro scompartimento, e gli faccio “sempre alla grande, Trenitalia, eh…” e lui mi fa “ahhh, eccolo, allora sei tu che porti sfiga, in dieci anni di treno non mi è mai successo”. non ci vedo più. gli spego che io sono anni che prendo treni, e che certe cose non succedono neanche in polonia, e gli chiedo com’è che ora non canticchia più, e non è allegro come prima. quando arriva a dirmi che questo è un disagio più per lui che per me, mi rassegno al suo evidente stato di imbecillità, e gli spiego che lui in quel momento, in quel disagio, viene pagato, mentre io per colpa di quel disagio arrivo in ritardo a parigi e perdo un treno per londra che mi è costato settanta euro. la conclusione del litigio è la seguente: lui che mi dice “i soliti italiani che si lamentano”, io che gli dico “ma va a cagare, ignorante”, ed il tizio di brescia, che mi elegge a suo nuovo mito, dicendomi che avevo fatto benissimo, e che quel tipo era troppo uno stronzo.

dopo venti minuti, saliamo in un tgv di pendolari, assaltandolo. quelli che hanno il loro bel posto comodo ci regalano sguardi a metà tra lo schifato ed il preoccupato, ed io riesco a sedermi su un sedile di fortuna davanti ad un portellone. attorno, tante persone che erano su quel treno con me: offro il posto ad una big mama di colore, ma lei lo rifiuta, e i due uomini che sono con lei iniziano a parlare, con una coppia francese, dell’italia. parlano in francese, ma riesco a capire buona parte dei dialoghi. dicono che stanno venendo in francia a vivere, perché vivere in italia, è da pazzi: fanno una vita di merda, vengono sfruttati, le regole sul posto di lavoro, per loro, sono inesistenti, ed anche le istituzioni li obbligano a cose incredibili, tipo che per chiedere certi permessi devono pagare tipo, solo di documentazione, 200 euro a testa. il ragazzo di colore, che ha vissuto tre anni a palermo, dice al tizio francese “ma come possono pensare che io possa pagare per la mia famiglia, siamo in cinque, mille euro, soltanto per portare avanti la documentazione per mettermi in regola, quando mille euro non li prendo in un mese di lavoro?”. penso alla repubblica delle banane, penso che vorrei intervenire, in francese, dicendo che hanno ragione, ma un po’ mi frena la lingua, un po’ il fatto che della mia ragione, presumo non sappiano cosa farsene.

la sfiga delle sfighe, è che arrivo alle dieci e un quarto (il treno partiva tipo dieci e venti dalla gare du nord), ma non alla gare de bercy, ma alla gare de lyon: pochi giorni prima, mi ero informato su come andare da gare de bercy a gare du nord, e non avevo la minima idea di come arrivarci dalla gare de lyon (che non so se l’avete presente, ma è immensa, piena di gente, e multietnica) (con la differenza che si tratta di una multietnia consapevole, accettata, e normale). poco prima di scendere sul treno, parlo con un ragazzo francese, che ha lavorato per anni a torino, che però non essendo di parigi non sa dirmi come fare per andare da una stazione all’altra. di contro, però, mi accoglie con un “oohhhh, italiano…allora, quando muore berluscone? Io lavorato anni in italia, e le parole importanti in italia sono cazo grosso  e fica stretta, se tu sai dire in italiano ‘io ho cazo groso, tu avere figa stretta?’ sei tranquilo”. quella della fica stretta me la segno come cosa da chiedere in giro la prossima volta che sono sbronzo, e vado sottoterra, a cercare di capire come arrivare alla gare du nord: ovviamente, sfiga delle sfighe, so che non ci crederete, ma in quel momento, sotto gare de lyon, c’è un mezzo delirio, perché qualche imbecille ha dimenticato il trolley, e quindi tutta l’area è stata circondata dal nastro, e ci sono poliziotti e inservienti che si guardano in giro preoccupati: provo a chiedere ad un inserviente asiatico indicazioni su come arrivarci, e mi dà delle indicazioni, prima in francese, poi in inglese, e mi lancio al binario da lui consigliato. c’è già un treno con le porte aperte, ci salgo, parlo con la persona sulla porta, e gli chiedo se questo treno va alla gare du nord. lui mi risponde di no, e che devo prendere la linea 1. o la linea A. provate voi a chiedere, nel trambusto di un binario a parigi alle dieci di mattina, ad un francese, parlando poco il francese, che linea prendere, sapendo che in quel punto c’è sia la linea RER A sia la linea 1 del metrò. il francese mi dice “AHHHH”, con il tono nasale che solo loro sanno fare, io scendo dal treno, e rimango col dubbio: quel AHHHH era un “A” o un “UN” !? per non saper né leggere né scrivere, glie lo chiedo gesticolando, in francese, e lui mi risponde pazientito, accompagnato dal dito che indica uno, “AHHHHHHN”. e allora vaffanculo, francese di merda, tu e la tua lingua nasale.

mentre risalgo le scale, dedico un bel DC (e non si riferisce al partito) al cazzo di inserviente asiatico, che mi stava mandando a fanculo, e più o meno tranquillamente, con un solo cambio di metrò, alla gare du nord.

da lì, dopo tutto quanto è successo, è una passeggiata in discesa su di una scala mobile: la signorina allo sportello mi cambia senza problemi, senza spese aggiuntive, il biglietto del treno perso con quello dell’ora successiva (in totale, quindi, arrivo in ritardo di una sola ora); il metal detector non suona né per le monete che ho in tasca né per la mia cintura, i controlli sia alla dogana francese che a quella inglese (bonjour monsieur, good morning sir) li passo alla grande, e dopo venti minuti sono seduto sul mio bel treno che in due ore e un quarto, passando sotto la manica, mi porterà a parigi. Il treno è molto figo (quasi all’altezza degli AVE spagnoli), e mi rendo conto di quanto fosse un mio preconcetto il fatto che l’accento british fosse un accento di merda: guardo affascinato il tipo davanti a me, pur capendone circa un dieci per cento. pure il pessimo fiato del tizio di fianco a me, non mi distoglie dalla pace dei sensi acquisita post viaggio milano centrale – paris gare du nord. mi leggo il mio bel libro di murakami sull’arte di correre, mi sposto il cellulare un’ora indietro, il tunnel sotto la manica è una normale galleria della durata di venti minuti, e penso che sì, la prossima volta, se ci sarà, potrei anche andarci in aereo, a londra.

il ritorno, in confronto, è un massaggio rilassante: ritrovo il tipo bresciano con la sua ragazza, finisco in treno con una milf, ma di quelle brutte, con tette mega finte, che non smette mai di parlare e che dorme con due salviette struccanti sugli occhi, il ragazzo emiliano a cui puzzano i piedi in una maniera imbarazzante, io che perdo il libro di murakami a 40 pagine dalla fine. ed il treno che arriva con dieci minuti di ritardo, un’inezia, mai successo in dieci anni di treni.

postato da: boll alle ore ottobre 28, 2009 11:22 | link | commenti (4)
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martedì, ottobre 27, 2009

ORAMAI E’ SOLO PORNOGRAFIA (ovverosia, GLANDE SEMPRE FREDDO)

 

 

 

ovverosia, le parole chiave di questa settimana, dal 19 al 25 ottobre. divisibili in due macrocategorie. porno e non porno. facciamo prima le non porno, che sono sempre di meno.

 

 

categoria NON PORNO

 

 

è morto il ballerino degli 883. a parte che ha un nome e cognome. mauro repetto. comunque no, non è morto, non può essere morto, ne parlerebbero tutti.

scurenge in diretta. diretta audio o video? se è dirette audio, c’è radio padania.

scurengie. il grande dilemma della lingua italiana. con i o senza i?

como se llama la tilde de la ñ. se llama tilde, no?

pinnola nel naso. un bel pinnolone, per l’esattezza. complemento di stato in luogo. che dopo qualche minuto diventerà moto da luogo, per poi concretizzarsi in un nuovo stato in luogo.

dove ordinare la porchetta in svizzera. genio!

compresse x dimagrire gratis 9.90. ma 9.90 è il nome, o il prezzo? ma non erano gratis?

blocco intestinale pesce betta. è un tipo di pesce, o il nome del pesce?

"sarebbe salutare ridurre le pippate". citazione del mese.

testo canzone stadio su pessotto. sottocategoria BUON GUSTO.

bolla scaparone. andarci, sempre.

 

 

categoria AL LIMITE

 

 

glande sempre freddo. già me lo vedo, preoccupato, ma non abbastanza da chiedere al dottore, e quindi decidere di passare prima da internet…”dottore, ho il pene sempre freddo, è preoccupante!?”. il consiglio, laurea in medicina o meno, è uno solo: sfregatelo con forza.

"toglie le" megaupload. a me viene in mente solo una cosa.

vecchia che scopa. secondo voi, se uno su google immagini scrive vecchia che scopa, trova una settantenne a pecora o trova sua nonna che ramazza la stanza (e non con la scopa nel culo) ?! provateci, e poi fatemi sapere, io non ho il coraggio.

 

 

categoria PORNO

 

 

sottocategoria PROBLEMI CON L’ITALIANO (scrivere con una mano perché l’altra è impegnata non va bene!)

settantenne che scopano. e la concordanza tra singolare e plurale va a trans.

video ragazza che stà defecando. stà.

belen nuda senza niente ne mutande ne regiseno. ma proprio niente, niente addosso.

belen-rodriguez- a fregna di fuori. è un immagine quasi raccapricciante, con questa fregna di fuori…

video di donna che si fa scopare da un poni. poni. probabilmente jerry calà, il ragazzo del poniexpress.

guada video ragazza fa un pompino nuda. quando il pompino non basta.

troie lesbiche si pisciano a dosso. in realtà non è un errore, è un paesino. dosso..

yutube porno. aspetta e spera…

 

sottocategoria COMPLEMENTO DI TERMINE

cicciona fa bocchino al cane.

pompino al pony.

pompiniaicavalli.

 

sottocategoria COMPLEMENTO DI LUOGO

diciottenne fa pompini alla "festa di compleanno".

piede in figa.

pisciate in culo.

claudia peroni bottiglie in culo e nella figa video o immagini tuto gratis. questa ce le ha tutte. problemi con l’italiano, doppio complemento di luogo, e sottocategoria dubbio amletico: peroni è il cognome, o la marca della bottiglia!?!

video porno scopate al bar con porcone.

troie nude in campagna.

troie senza mutande in discoteca.

ragazzine troie in disco.

pompino allo stadio.

"piede nella figa".

ragazze sedicenni che si infilano cose nella figa . non importa cosa. qualsiasi cosa in numero maggiore di uno.

vedere video gratis ragazze che limonano sotto la doccia.

donne che si pisciano sopra lesbiche video gratis. “sopra lesbiche” mi fa morire.

ragazzi che pisciano sulle fiche. vedi sopra.

fighette in disco senza mutande.

troie che si fanno cagare addosso.

 

sottocategoria COMPLEMENTO DI MODO

foto di donne eleganti che scopano. con molta eleganza.

le lesbiche come pisciano. in maniera diversa dalle etero. questo è sicuro.

 

 

sottocategoria COME MI AMO IO, NESSUNO SA FARLO

autopompini.

autopompini video gratis.

autopompino.

come fare autopompino.

sito di autopompini.

video porno autopompino.

 

sottocategoria VIPS

elisabetta canalis vagina non depilata. pretenzioso. non me la vedo.

canalis con figa fuori.

melissa satta e' una pompinara.

pompini e inculate di belen rodriguez.

pompino melita. la cara vecchia professionale e braverrima melita..

 

sottocategoria SAPERSI ACCONTENTARE

pompino dalla michelle hunziker sosia video. questo è anche COMPLEMENTO DI AGENTE, lo so. e suona molto brianzolo, lo so.

pompino di una ragazza di mazara. una qualsiasi, tanto mi piacciono tutte.

ragazze italiane pompini o seghe. a scelta, non sono pretenzioso.

scopare cassiera mediaworld. visto che pare che la canalis sia impegnata.

 

 

sottocategoria USO DEI MOTORI DI RICERCA

"coprofagia porno". le virgolette.

cane+scopa+donna+video. il più.

figa, inculata a sangue. le virgole ad minchiam.

youtube uomini 15enni che si scopano hot. utilizzo di più lingue.

defecazioni hard video gratis. utilizzo di più lingue, seconda parte.

video porno di cane scopa donna. e se non trovi niente così….

video porno di donna scopa cane. allora prova cambiando soggetto.

picciuna. e se non trovi al singolare….

picciune. prova al plurale.

 

 

sottocategoria IL GUSTO PIENO DELLA VITA

video porno con ragazze che urinano.

porno tube con fighe e culi che cacano.

fighe che si pisciano.

 

sottocategoria SO CHI SEI

film porno gratis con fighe di pelo rosso. secondo me si tratta di un rosso, che sta cercando un’anima gemella rossa anch’ella. inogniddove.

 

sottocategoria L’AMORE NON HA ETA’ (PERO’ CI PIACCIONO QUELLE GGIOVANI)

15enni nude.

15enni troie.

16enni nude.

16enni porche.

foto 16 enni pompinare.

foto 16enni che fanno pompini.

foto 16enni nude.

foto di 17enni troie.

video 16enni scopate.

 

sottocategoria I DUBBI AMLETICI

video porno gratis scopata con una bottiglia. la domanda è la seguente: scopata con una bottiglia, nel senso che la bottiglia, diciamola così, si è fatta strada, o con una bottiglia nel senso che è bastato farle bere una bottiglia per poi raggiungere il proprio intento?

foto fica della sosia della canalis. ti basta una foto fica, nel senso una foto bella, o vuoi vedere altro, e hai costruito male la frase?!

postato da: boll alle ore ottobre 27, 2009 10:23 | link | commenti (6)
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lunedì, ottobre 26, 2009

UNA SERIE DI BUONI MOTIVI PER NON VIVERE IN UN CONDOMINIO

 

 

questa non mi pare, di averla mai raccontata. e ieri mi è tornata in mente, dopo spiegherò perché.

da qualche anno, un mio amico ha comprato casa a milano, in zona fiera. qualche mese dopo, io ed un paio di amici ci siamo trovati ad andare a casa sua, per vedere una partita di champions (stranamente finita male) dell’inter. serata soli uomini, e soli interisti, sole bestemmie (soprattutto durante e dopo), sola birra, con compreso alcolismo triste a fine serata, solo cibo già pronto (nella fattispecie, pizze a domicilio), con uso della cucina relativo solo all’utilizzo dell’apribottiglie.

prima dell’inizio della partita, continuava a suonare il citofono: scopriamo così che quella stessa sera c’era l’assemblea condominiale (ennesimo postulato alla legge di murphy: le assemblee condominiali le fanno sempre quando c’è una partita importante), e che avevano citofonato al mio amico per farsi dare la delega: lui, già teso per la partita, aveva detto di sì, ma in quei momenti era impegnato da altre cose, e aveva tralasciato questa delega. ecco, in quei dieci minuti, i suoi vicini di casa avevano già citofonato tre volte, in attesa della delega.

quello, è stato il primo sentore di che tipi fossero, quelli di quel condominio. a fine gara (stranamente una partita non vinta. e nemmeno pareggiata), il nostro amico ci ha detto “portate giù i cartoni delle pizze, c’è il cassonetto all’angolo”. questa va spiegata bene. per il mio amico, cassonetto = cestino della spazzatura. per me, per i miei amici, e per buona parte degli italiani, cassonetto = cassonetto ≠ cestino della spazzatura. per questo motivo, una volta scesi, non visto il cassonetto, abbiamo abbandonato, da persone progressiste ed ecologiste, i cartoni delle pizze sul marciapiede di fronte al portone. quello che è successo un’ora dopo, è stato che hanno suonato nuovamente al citofono del mio amico, tipo alle undici e mezza di sera, ed hanno chiesto “scusi, lei stasera ha mangiato pizza?!” “sì” “bene, magari può evitare di lasciare i cartoni della pizza davanti al portone”, e l’han fatto scendere, cazziatone davanti agli altri condomini, e cartoni della pizza nel cassonetto, pardon nel cestino all’angolo della via.

da quel momento (oltre all’ovvio cazziatone inoltrato con un bel ”FYI” dal mio amico al sottoscritto e agli altri), abbiamo scoperto che quello non era un condominio, quanto una polveriera, pronta ad esplodere. e quei cartoni, sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso. pochi giorni dopo, infatti, mi raccontava il mio amico che son comparsi cartelli come in ascensore tipo “l’inquilino del quarto piano può evitare di prendere l’ascensore con il suo cane puzzone quando piove?” piuttosto che inviti, per l’inquilino del secondo piano, a lavarsi le ascelle (o qualcosa di simile, non sto esagerando). il mio amico, evidentemente non molto gradito in un condominio di anziani e famiglie, è stato rimbrottato ufficialmente per aver lasciato in strada dei mobili che dovevano essere ritirati dall’amsa (stranamente, nonostante su quei mobili non ci fosse il nome, era venuto fuori che fossero proprio i suoi) (poteri paranormali, o vicine che passano giornata alla finestra!?), qualche giorno prima del necessario, e da lì è stato l’exploit di accuse e controaccuse: segretari che si dimettevano da assemblea condominiale per protesta contro le accuse di puzzare (è o non è coda di paglia se, in risposta ad una accusa di essere maleodoranti, per l’inquilino del secondo piano, ci si dimette, considerando che in ogni piano ci sono quattro appartamenti?!), e cose assurde che venivano contestate al mio amico: si invitava la proprietaria col motorino a non legare lo stesso sotto il portone.  anche in questo caso, come fanno a sapere che si tratta di una proprietariA, al femminile (in questo caso la ragazza del mio amico) ?! la solita vicina alla finestra!?

ma il clou, è stato toccato pochi giorni dopo: al mio amico è stato richiesto di non legare le bici di fronte al portone di casa. ora, cerco di spiegarvi quale è la situazione. c’è un portone, e c’è un marciapiede grande, un tre quattro metri di larghezza. a metà marciapiede, di fronte al portone, verso la strada, c’è una specie di corridoio, delimitato dai classici anelli in ferro che vengono usati in città per evitare che le auto parcheggino sui marciapiedi, o cose simili. anelli utilizzatissimi dai proprietari di bici e moto per ancorare questi ultimi a qualcosa di “stabile”. ecco, questo corridoio, finisce su una corsia per parcheggiare con le strisce gialle. non c’è uno scivolo e non c’è un passaggio pedonale. È un “corridoio” senza senso, perché il più delle volte sbuca su di un auto parcheggiata.

ecco, hanno chiesto al mio amico, che parcheggiava le sue due bici legandole, parallelamente agli anelli, su questi ultimi, di toglierle da lì. il motivo era semplice: intralciava il possibile arrivo di eventuali mezzi di soccorso (barelle di ambulanze, pompieri, eccetera). io, come abbia fatto il mio amico, a non chiamare l’amministratore condominiale, e a non esordire con un trilione di bestemmie (comprendenti anche l’incazzatura per tutte le partite di champions dell’inter avvenute nel frattempo), non lo so. cioè, questi qua vogliono che io tolga la bici, che occupa in larghezza uno spessore di pochi centimetri, quando poi questa corsia per i mezzi di soccorso va a sbattere contro una volkswagen passat !? ma siete rincoglioniti !?

ecco, quando mi raccontavano ste cose, pensavo: ma uno che trova una casa, la compra, apre un mutuo di 30 anni per un cazzo di appartamento, e poi finisce in un condominio simile, con pezzi di merda acidi ed incrostati dallo smog, come può fare? ingoia e si adegua, o si incazza? ecco, ci pensavo su, e mi dicevo che al posto del mio amico, mi sarei detto “ok, volete la guerra!? e guerra sia, io entro in trincea”, e avrei cercato di rendere la vita impossibile a tutti. ma io son fatto male, si sa.

quando sono entrato nella casa in cui vivo ora, più di due anni fa, ero rimasto colpito dall’acidità dei due dico due avvisi vicino all’ascensore, che invitavano a non utilizzare l’ascensore per il trasporto di cose, e di oggetti, e per traslochi, dato che era adibito al solo trasporto delle persone. ecco, leggere ora, due anni dopo, questo cartello, mi fa quasi ridere, se paragonato ad altri condomini tipo quello del mio amico.

perché, dopo uno due anni, racconto questa storia? perché ieri sera sono andato a casa del mio amico, per una cena e per gufare il milan. nelle settimane precedenti mi diceva che stavano cambiando il motore dell’ascensore. e ieri sera, di fianco all’ascensore, c’era questo cartello:


non so se ve ne rendete conto: il manuale del perfetto gentiluomo in ascensore: schiacciare dolcemente i tasti, che pure loro hanno un’anima (quindi evitare di pensare a quanto diavolo è costata ogni singola quota per cambiare il motore dell’ascensore, e evitare di pensare anche all’inter, evidentemente)…dolcemente…pazientemente.. . l’unica cosa, al di là della buona creanza, sarà convincere una persona a cui citofonano alle undici e mezza di sera per scendere a buttare dei cartoni di pizza che non ha lasciato lì lui, che i tasti desiderano essere schiacciati dolcemente.

postato da: boll alle ore ottobre 26, 2009 13:54 | link | commenti (1)
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venerdì, ottobre 23, 2009

LE PRIMARIE DEL PD (ovverosia, il solito invito alle urne)

 

bene, sebbene se ne parli molto poco, a torto o a ragione (faccio fatica ad avere un’idea certa in proposito), questo weekend, domenica, si può votare per le primarie del pd. per decidere chi, in pratica, gettare come agnello sacrificale contro il caro signor B .

 

ora, io capisco, questa volta più che nelle elezioni, la gente che mi dice “mi han rotto il cazzo, non ci vado proprio a votare per il pd”. perché in questo periodo, nonostante le tante porcate fatte dal governo, non mi pare si siano contraddistinti, più di tanto, per una strenua lotta di opposizione. chiaro, qualcuno mi dirà “son bravi tutti a dire che non è abbastanza, allora provaci tu a fare opposizione quando non hai i numeri, quando i media non ti cagano”, eccetera. io però non ho scelto di farlo come lavoro, il politico, loro sì. e son ben pagati, e quindi mi aspetterei che tale lavoro lo facessero moooolto meglio di come lo fanno ora.

 

io, comunque, voterò. e come ho fatto in altri casi, mi piace esternare il mio voto, anche perché chiaro, sempre detto che il voto è segreto, ma secondo me quella del voto segreto è una gran panzanata, un retaggio dal periodo in cui le persone venivano discriminate per il proprio voto (in effetti, ora che ci penso, ancora oggi, io, uno che vota la lega, lo discrimino) e proprio non lo capisco, al giorno d’oggi. e voterò ignazio marino. quello che è successo in questi mesi, riguardo ai candidati delle primarie, posso riassumerlo in breve in questo modo: c’è bersani. è una persona intelligente, e molto preparata. a mio parere non ha il piglio del leader (ma nessuno dei tre lo ha molto, in realtà), è troppo pacato, un po’ un prodi due, e a mio parere per emergere, per farsi notare, nell’italia di oggi, non è proprio la persona ideale. sicuramente, sarebbe un ottimo ministro dell’economia, è capace ed esperto. ha dietro di sé d’alema, e questo per me non è per niente un buon segno, ed al tempo stesso ha, a quanto sembrerebbe, idee a proposito coalizioni un po’ troppo eterogenee, che magari farebbero anche guadagnare qualche punto percentuale in più, ma che poi porterebbero a governi tipo l’ultimo prodi, in cui c’erano talmente tante anime diverse in chi governava che non riuscivano a mettersi d’accordo nemmeno per aumentarsi lo stipendio. c’è franceschini. è un ex democristiano, margherita (cioè rutelli). ha la faccia da medio man, è stato il vice di veltroni, ed in questi mesi di opposizione, da quando ha preso il suo posto, ha fatto anche un po’ meglio, di veltroni. La mia sensazione, quando parla, è che sia molto retorico, è un po’ paraculo. ha detto che se verrà eletto avrà come vice una persona di colore, touadi, ex assessore a roma sotto veltroni (e qui, son le cose che a me stanno un po’ sul cazzo. ok che è un segnale, chiaro, ma è come quando hanno fatto miss italia quella ragazza di colore. Io non ho problemi, ma certe scelte sono le classiche mosse da buonisti. quella ragazza non ha nulla che la caratterizza in quanto bellezza italiana, morfologicamente non lo è. di conseguenza, ottimo se il vice di franceschini è stato scelto perché è una persona capace, abile, ed in grado di portare del rinnovamento. io ho solo paura che sia vittima di razzismo all’incontrario, e che venga proposto come vice solo perché è “negro”) (update: pare che abbia detto “è il mio vice perché è nero”. ecco, queste cose, a me, non mi piacciono mica). mi sembra un po’ paraculo, perché subito dopo l’exploit di debora serracchiani, se l’è accaparrata nel suo staff, capendo bene che potenzialità di voti potesse portare; ed in questo senso, franceschini, l’ha disinnescata, la serracchiani. lei, avrebbe dovuto candidarsi. e lei, avrebbe vinto, a mio parere. ma se una persona, conoscendo il potenziale che ha, non approfitta dell’onda del momento, e si nasconde dietro lo staff di franceschini, allora magari anche lei, qualcosa che non va, ce l’ha. franceschini, continuerebbe nella linea di veltroni, quindi non alleanze a minchia, ma ben valutate e gestite (e qui, se uno pensa a italia dei valori, si mette a ridere). e poi, c’è ignazio marino. non fa politica da molto, e già questo è un lato positivo. dietro di lui non ha il cosiddetto “apparato”, e non credo sia molto amato dai vertici pd. è un chirurgo, e questo lo sanno un po’ tutti, anche se non opera molto, a detta di chi lo conosce bene. la stessa persona che lo conosce bene dice che è più fumo che arrosto, che è bravo a metterla giù, a raccontarla, diciamo così. è un politico, insomma (io, definizione migliore, per descrivere un politico, non la avrei). si definisce cattolico, ma ha una visione laica di molte argomenti che riguardano l’essere umano. e la cosa strana, è che ciò stupisca: dovrebbe essere sempre così, in fondo. eppure, così, non è. credo che rappresenti il cambiamento. un voto massiccio per lui dimostrerebbe che la gente si è rotta il cazzo di d’alema, di rutelli, dei teodem, eccetera. significa che c’è voglia di gente nuova, non dei soliti sessantenni che, quando hanno avuto la possibilità di fare qualcosa, non l’han fatto. nelle votazioni dei circoli, ha avuto l’otto per cento. ecco, mi piacerebbe vederlo moltiplicato per due, per tre, questo otto per cento. quella, è una dimostrazione di voglia di cambiamento, non il non andare a votare. non andare a votare porterebbe ad una probabile vittoria di bersani, con convinzione da parte di gente come d’alema di essere ancora dalla parte giusta e vincente. se volete anche un’altra buona motivazione per votare marino, ecco questa dichiarazione di paola binetti, del 12 luglio 2009: “se ignazio marino dovesse vincere le primarie del Pd e mantenesse le sue attuali posizioni su molti temi, i teodem uscirebbero dal partito.”. meglio di così, cosa volete?

 

qualche settimana fa, mi è capitato, su radio radicale, di ascoltare in diretta i discorsi dei tre candidati al congresso. franceschini, in questo dibattito, si è distinto: ha fatto un comizio in vera regola, ha strappato applausi da chiunque, ad un certo punto ha esaltato anche me, e ve la dico tutta, se ci avesse messo dentro anche una bestemmia in preda all’esaltazione, l’avrei votato. ma questo discorso mi ha convinto ancora di più della mia idea: è un paraculo. a sparare due o tre cose contro berlusconi sono bravi tutti, ma proprio tutti. spiegare una mozione costruttiva, e che rappresenti le fondamenta di qualcosa di buono, non è la stessa cosa. il discorso di bersani, in quel caso, è stato molto fiacco, e credo che gli sia andata bene che non c’è molta gente che ascolta radio radicale, in fondo. marino, non si è distinto in maniera particolare. avevo l’impressione che fosse un po’ teso, non ha avuto la tranquillità e la sfacciataggine di franceschini, ma ha fatto quel che doveva fare. non deve convincere la gente dei circoli, deve convincere gli italiani. il fatto che ieri, ad anno zero (di cui ho visto mezz’ora dopo anni), a tre giorni dalle primarie, ci fosse come ospite marino, e non anche bersani e franceschini, mi viene da pensare che determinati ambienti, quelli più critici contro l’apparato PD, abbia fatto una sua scelta, pro marino, e che abbia provato a trainarlo per domenica.

 

ecco, io, domenica, andrò a dare a malincuore 2 euro al pd, e voterò ignazio marino. poi vediamo cosa succede. e vediamo se almeno lui, un mezzo miracolo, riesce a farcelo.

postato da: boll alle ore ottobre 23, 2009 12:46 | link | commenti (10)
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giovedì, ottobre 22, 2009

WILLI DORNER, “BODIES IN URBAN SPACES” @london

 

 

in loro, mi ci sono imbattuto praticamente a caso. una foto, su una rivista. parlava del fatto che lo scorso weekend, a londra, ci sarebbe stata una performance, venerdì, sabato e domenica, dal titolo “bodies in urban species”, curata dall’austriaco willi dorner, in occasione dello “urban dance festival”. l’appuntamento era vicino ad un ponte della città, e già qualche minuto prima del ritrovo, c’era un assembramento di curiosi e di fotografi, più o meno professionali. quello che ha deciso di fare questo scenografo tedesco, o per lo meno, come l’ho interpretato io, senza star molto dietro al volantino, è quello di inserire le persone partecipanti a questa performance, una ventina di ballerini, all’interno dell’arredo urbano delle città (in questo caso londra, ma la stessa performance è già stata eseguita altrove). riempire i “buchi” presenti agli angoli delle strade, diventare in tutto e per tutto un accessorio, al pari di una cabina telefonica, di un portabici, di un palo della luce. e così, per oltre un’ora, ho girato attorno a questi ragazzi, giovanissimi, in tuta, con felpe colorate (molto amari, ma meno colori primari e più colori fighi), che subito dopo aver “arredato” un pezzo di città, ti superavano di corsa, per andare al prossimo “checkpoint” e proseguire la loro performance. in tutto ciò, la scelta, credo e spero voluta, di avere tutti o quasi il cappuccio in testa, ed il più delle volte di apparire di spalle, senza mostrare il viso: essendo una parte dell’arredamento, al pari di una fioriera qualsiasi, sfugge la necessità che questi elementi siano distinguibili, identificabili l’uno dall’altro. ecco, questo particolare, forse, è quello che più ho gradito. si finiva per riconoscere un ballerino piuttosto che un altro dall’accoppiamento cromatico pantaloni felpa, più che dal viso. di moltissimi di questi, ad esempio, non capivo neanche se fossero ragazzi o ragazze. fioriere viventi, e nulla più.

questa performance, sarà durata un’ora, poco più. tra applausi per le pose più strane, e surreali, tipo queste,

 

gente che correva per immortalare la performance successiva,  elementi decorativi  di case tanto improbabili quanto memorabili,


bambine che uscivano dalla porta di casa chiedendosi probabilmente “ma perché sti qua col cappuccio si stanno buttando sulla mia spazzatura?!”

 

automobilisti incuranti ed infastiditi dalla gente fuori dal marciapiede.

saremo partiti, da spettatori, che eravamo un centinaio, e siamo finiti, sulle sponde del tamigi, in più di cinquecento. in mezzo, una serie di foto, più o meno ben riuscite. non era facile fare delle foto professionali di queste installazioni, perché ci si imbatteva in loro girato l’angolo, all’improvviso, e magari, a prima vista, neanche li si notava, tanto erano riusciti, a loro modo, ad integrarsi perfettamente con lo spazio circostante. quando poi, però, l’ennesima performance si materializzava, subito un capannello di persone, e fotografarli era praticamente impossibile.


ed inoltre un video,


un making of, quello che appariva, il più delle volte, sotto l’occhio dello spettatore, senza filtri. tutto molto genuino. tutto molto “family-friendly”, come diceva il volantino che un gruppo di ragazzi distribuiva durante il percorso. ma tutto estremamente interessante.


postato da: boll alle ore ottobre 22, 2009 12:06 | link | commenti (4)
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mercoledì, ottobre 21, 2009

DOMANI, PARLIAMO DI LORO

(no, non sono gli amari)


postato da: boll alle ore ottobre 21, 2009 16:08 | link | commenti
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martedì, ottobre 20, 2009

FACCIO CAGARE (E)

 

 

il datario del pc segna una data ben precisa: manca un mese al mio compleanno. me lo ricordo sempre perché oggi fa il compleanno un mio amico, e dimenticarlo non è proprio facile.

 

stamattina, alle cinque e quarantacinque di mattina, ero in stazione centrale, di ritorno da parigi.

 

avevo in mente due post, per oggi. In uno volevo citare due frasi dal nuovo libro di murakami, che mi han colpito molto. in un altro volevo mostrare delle foto di un’esibizione installazione umana che ho visto sabato. ecco. poi mi è successo che il cavo per collegare digitale a computer è rimasto a casa a milano. e che il libro di murakami è rimasto in quel fottuto treno parigi-londra. e non l’avevo neanche finito.

 

e lo so, passo il tempo a giustificarmi, faccio cagare.

postato da: boll alle ore ottobre 20, 2009 17:02 | link | commenti (3)
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giovedì, ottobre 15, 2009

E

 

in astinenza da puntate di serie televisive ad oltranza, ora che su how I met your mother sono al passo, mi ritrovo a scaricare a minchia, confondendole, puntate di 30 rock, di flashforward, di californication. son tutte lì che aspettano. magari, invece che scaricarle ad oltranza, potrei iniziare a vederle. da ieri pomeriggio mi è successo tre volte, tutte e tre le volte che son salito in macchina di sentire la stessa cosa in radio. ero su radio radicale, e c’era un’edizione straordinaria del colloquio con marco pannella, con ospite gennari, un giornalista dell’avvenire. ecco. la cosa assurda è che sono finito per tre volte nello stesso momento del dialogo, e tutte e tre le volte ho pensato “certo che deve essere figo essere come pannella, avere aneddoti da raccontare, sapere comunque, piaccia o no, che ha lasciato un segno”. tre volte. tipo in dodici ore. probabilmente vorrà dire qualcosa, a parte il fatto che a radio radicale hanno buchi da tappare nel palinsesto. ieri sera, a mezzanotte, mi son trovato in via benedetto marcello, a vendere un cellulare. avevo appuntamento sotto casa, e mi è spuntato, dopo dieci minuti buoni, un biondino con una voce che pareva finta. Io lo aspettavo fuori, anche se faceva un freddo fottuto. quando è arrivato, con la sua voce finta, ha voluto aprire il cellulare, metterci la batteria, inserire la sim, e provare a fare una telefonata. al telefono ha detto “ciao amore, ti chiamo qui, dalla strada. era solo per provare il nuovo cellulare, arrivo”. non si fidava. nel momento in cui mi ha detto ok, e mi aveva già dato in mano i “verdoni”, schiaccia il tasto per spegnere il cellulare, e non si spegne. ho quei due secondi in cui mi dico “no, ti prego, no. spegniti maledetto nokia, che ho freddo, sono stanco, voglio solo dormire, e non voglio che voce strana si faccia i suoi trip mentali sul fatto che magari io stia cercando di fregarlo”. il fatto che lui, non riuscendo a spegnerlo, ci abbia rinunciato, dicendo “risolverò sopra”, mi ha fatto ringiovanire di dieci anni, e mi ha fatto pensare “in fondo, faccio una vita proprio  di merda”. dovevo prendere un letto, un letto nuovo. avevano fatto annuncio su radio popolare. ho chiamato il tizio, mi ha detto le misure, mi ha detto che era già smontato, ed io mi son messo d’accordo con lui per andare oggi a casa sua, lasciargli i soldi, e poi prendermelo con calma, perché era grande. il tizio era simpaticissimo, molto disponibile ed affabile. oggi l’ho chiamato, e mi ha risposto “ho venduto tutto”. mi ha spiegato come mai aveva venduto tutto, e mi ha detto quel poco che gli era rimasto. di un “mi spiace”, dopo che ci eravamo già messi d’accordo, neanche l’ombra. però, in cambio, ha tentato di smollarmi un grankulla per 200 euro. avrei dovuto dirgli di sì, dirgli che arrivavo nel pomeriggio, e poi lasciarlo ad aspettare, lo stronzo. vatti a fidare. ho scoperto che conosco una persona la cui vita ideale sarebbe sei giorni a settimana da sola, senza nessuno, in casa, a godersi il silenzio, ed un giorno circondata da altre persone. ecco. e la cosa strana, o forse anche no, è che ci vado d’accordo, con questa persona. e niente. è uscito un nuovo libro di haruki murakami. non ne sapevo niente. e non è un romanzo, ma un saggio. e ora me lo vado a comprare, che mi sa che avrò anche il tempo per leggerlo nei prossimi giorni.

postato da: boll alle ore ottobre 15, 2009 16:53 | link | commenti (3)
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martedì, ottobre 13, 2009

INCOLLATI, DAVANTI AL PC

 

Il 16, tra tre giorni, esce il nuovo disco degli amari, dal titolo poweri. dopo il singolo, ottimo singolo (ma non bisogna dire che è un singolo) di “dovresti dormire”, su rolling stone, credo per tutta questa settimana, potete ascoltare l’intero disco. a questo link.

 

la quarta puntata, della quinta serie, di how I met your mother. ecco, ora che ne ho accumulate quattro, magari, sarebbe anche ora. voi, la trovate qui.

 

già visto ovunque. na ad ogni modo merita, e non si poteva non linkarlo: come convincere la gente a prendere le scale invece delle scale mobili.


postato da: boll alle ore ottobre 13, 2009 16:13 | link | commenti (1)
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lunedì, ottobre 12, 2009

 

DI CHI MI VOGLIO CIRCONDARE, E DI CHI NO

 

ieri mi è successa una cosa. non l’ho collegata ad altre, fin quando una persona non me l’ha fatta notare, rendendo il quadro più unitario e completo.

in questo periodo, ho scazzato con un po’ di persone. cioè, ho fatto pulizie. ho guardato ad un po’ di persone, a come si comportavano nei miei confronti, ed ho ripensato a cosa avevano fatto in passato. e mi son deciso che no, mi ero rotto di essere quello che ci passava sopra, che si incazzava, e dopo un po’, tornava a fare finta di niente. fino alla prossima incazzatura.

una cosa che non amo, è l’ingratitudine. non amo le persone per le quali ci sei, sei presente, per dare consigli, per aiutare, e che non sanno ricompensarti. È vero che uno, nel momento in cui si comporta in una determinata maniera, dovrebbe farlo non pensando al fatto che glie ne venga o meno qualcosa in cambio (che sia materiale o meno), ma che dovrebbe farlo a prescindere. ma è altrettanto vero che un rapporto che va in una sola direzione, non è né piacevole né utile.

e così, mi sono trovato a dire ad un po’ di persone, che ne avevo pieni i coglioni. I motivi, per i quali l’ho fatto, a sentirli elencare, potrebbe parere risibili. si trattava solo, però, dell’ennesima goccia che faceva traboccare il vaso, e si trattava di vasi che più di una volta, avevano rischiato di tracimare.

mi ci han fatto pensare ieri, a questa cosa. perché ne è successa un’altra. ho ricevuto una chiamata di un amico. uno che non vedo spesso, ma che ritengo un amico. mi ha chiamato, e mi ha raccontato che era stato a mangiare in un posto. non era un posto qualsiasi, ma era un agriturismo, agriturismo scaparon, di cui avevo parlato sul blog, qualche mese fa, in questo post. ecco, seguendo quel consiglio, ha prenotato, è andato lì a mangiare, e ne è risultato entusiasta. e alla sera, mi ha chiamato, così, solo per ringraziare del consiglio. ecco, questo è un esempio di una persona che merita la mia amicizia. era una cosa da niente, che nemmeno mi aspettavo. che alla persona in questione è costata poco o nulla, ma che ha fatto. e che per me vale più di mille cose, di mille dialoghi, di mille sms, di mille frequentazioni. una cosa che può essere una telefonata, una premura, una domanda. non costa un cazzo, nessuno vuole soldi o altro. c’è chi lo fa, e chi no. e per chi non lo fa, e non lo ha fatto già altre volte, in passato, quella è la porta. neanche ci avevo ragionato tanto, su questa cosa, anche se mi aveva fatto piacere. poi ieri sera, mentre raccontavo di questa telefonata, e mi han chiesto “ma con quella persona come va?”, ed io ho detto “mah, no dialoghi, poco male”, mi è stato fatto notare il parallelo con la telefonata ricevuta. e tutto ha avuto un filo logico.

 

e niente, tutto questo, in realtà, solo per dire che c’è un altro giudizio positivo, su casa scaparone. e quindi andateci. telefonate prima, prenotate, e andateci, che ne vale la pena. lo diciamo io, ed un mio amico.

postato da: boll alle ore ottobre 12, 2009 15:35 | link | commenti
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venerdì, ottobre 09, 2009

PROMEMORIA DA APPUNTARSI

 

 

-          arrivati ad una certa età (per non dare troppi indizi, diciamo 28-29, ti ritrovi ad uscire con gli amici, non tanto per fare un po’ il coglione, sbevazzare, fare caciare, ma per mangiare. senza che nessuno ti dica “ma non eri a dieta?! ma che pancia hai?! ma non starai mangiando troppo?! e così, ieri, ci siamo trovati tipo fantozzi, impegnato a mettersi in bocca più polpette possibili. e con una bottiglia di vino, per due persone, che è finita in un attimo.

 

-          se dopo dieci giorni consecutivi di lavoro, l’undicesimo giorno, cioè oggi, ti svegli, e dopo dieci minuti viene giù il diluvio universale. la domanda è: trattasi di ennesima dimostrazione della legge di murphy, ho semplicemente qualcuno molto potente si è accorto che bestemmio un po’?!

 

-          non mi facevo vedere dal mio barbiere da un po’. in teoria dovrei andare da lui ogni settimana per farmi mettere delle fiale contro la caduta dei capelli. io non volevo farlo, anche perché non ci ho neanche mai pensato, di poterla contrastare, la caduta dei capelli, però ad aprile, quando ero andato da lui, mi aveva tirato scemo con sta cosa, e visto il prezzo irrisorio, mi son fatto convincere. siccome con l’estate e la vacanza in sardegna, me ne son strafottuto di questi impegni, in questo mese, nonostante abbia il negozio a due passi da casa mia, l’ho sempre evitato accuratissimamente. oggi, però, ci sono andato. abbiam parlato di vacanze, di politica, di berlusconi. io mi son scusato, spiegando che era colpa della mia incostanza, ed è finita lì. poi, una volta tagliati i (sempre meno) capelli, gli ho chiesto se poteva accorciarmi al volo, solo con la macchinetta, la barba. un lavoro preciso, da 30 40 secondi, non di più. al momento di pagare, ho pagato 12 euro di capelli, e 8 di barba. venti euro. ecco, nessuno mi toglie dalla mente che quegli 8 euro di barba siano il modo più venale per cui farmi pagare la mia incostanza. io ho pagato. senza fiatare.

postato da: boll alle ore ottobre 09, 2009 16:15 | link | commenti (2)
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